il viso e la parte del busto abbronzatissimi
una bellissima giornata in spiaggia..la temperatura ideale: caldo ma con il vento giusto per stemperare
siamo state sui lettini..qui sono gratuiti se mangi nello stesso locale..(bella idea)
il pranzo non tanto gustoso, ma non mi lamento di quello che ho
non che mi manchi qualcosa ma apprezzo ogni singola fetta di pane che mangio
e cerco di non buttare o lasciare nulla
ma a parte questo mio lato, ne ho anche io uno “consumistico”.
la novità di oggi sono l’henné ai piedi e le mani e le cavigliere tipiche delle donne indiane
(vorrei comprare quelle in argento ma forse me le procura una delle ragazze di OCH, comprarle per strada è rischioso, per il prezzo e per la sicurezza che sia vero argento)
abbiamo cambiato spiaggia..oggi siamo state ad Arambol; ma Vagator è più bella quindi domani staremo qui!
anche perché raggiungere le altre spiagge è piuttosto costoso..la pazzia è che non ci sono autobus diretti da qui..è come se per andare dalla maddalena spiaggia a pula si dovesse tornare prima a cagliari!
stamattina, infatti, abbiamo preso un taxi, che è sicuramente più caro dell’autobus ma abbiamo risparmiato tempo visto che Arambol è sulla stessa costa e non siamo dovute tornare a Mupsa..
soprattutto per l’orario visto che siamo uscite tardi.
a proposito di questo stamattina abbiamo deciso di prefissarci un orario per uscire e ognuna si mette la sveglia a seconda delle proprie necessità di tempi di preparazione perché non è corretto che chi è pronto aspetti gli altri..
ciò che è successo stamattina..io e L. ci siamo svegliate prima e quando B. si è alzata si è messa a fare cose, per me, del tutto senza senso..ma che, se vuole fare, può fare anticipando i tempi di sveglia!
abbiamo concordato con il tassista di stamattina un prezzo di mille rupie e un giro in due negozi (ogni tassista prende una somma di denaro per le persone che portano nei negozi con cui hanno la convenzione) per portarci da qui a Palolem, in south goa..per evitare un viaggio lungo e cambiare cinque autobus..
in spiaggia c’era un ragazzo, forse un uomo ma non sopra i 35 portati molto bene, con una bimba malata..non so di cosa, ma sicuramente con disabilità sia fisiche che mentali.
non so perché hanno attirato così tanto la mia attenzione, ma inizialmente ho provato un po’ di tristezza..
in un secondo momento, invece, ammirazione..non è da tutti affrontare un viaggio, e tutto ciò che comporta, con una persona totalmente dipendente da te; anche per bere un succo di frutta..
lui era un po’ segnato ma sembrava disteso quasi sereno..
a volte guardo le persone e cerco d’interpretarle..mi ha sempre incuriosito moltissimo cercare di capire le persone senza sentirle parlare, senza conoscerle..ma, forse, non sono mai stata brava nel farlo
spesso mi è capitato di avere delle opinioni che si sono rivelate del tutto sbagliate,
più spesso mi è capitato che si rivelassero tali che non vere..
ma la vita è fatta anche di questo. l’importante è essere pronti, non farsi cogliere alla sprovvista e imparare a non dare peso a chi non lo merita.
a fine serata, poco prima di andar via abbiamo conosciuto due ragazzi inglesi, di Brighton, due musicisti..
molto simpatici e dio quanto è pazzesco il loro accento così impeccabilmente britannico!!
ci siamo scambiati i numeri, forse domani ci raggiungeranno in spiaggia dove stiamo noi..
ho continuato un po’ nella lettura del mio libro..si sta facendo sempre più interessante.
“un uomo semplice, semianalfabeta di nome Nisargadatta un giorno pensò di abbandonare tutto con l’intenzione di diventare un rinunziante. s’incammina verso l’Himalaya ma poi, con un ripensamento, torna indietro; riprende moglie e figli e arrotolamento di sigarette. perché a verità della sua esperienza, la sua verità, non stava né sull’Himalaya né in nessun altro posto, stava dove lui era. ha quindi lasciato che la pratica della sua vita scorresse come prima. quando qualcuno gli chiedeva cosa lo rendesse così distaccato, rispondeva: niente di particolare. ho avuto fede nel mio guru. mi ha detto che non sono altro che me stesso e gli ho creduto. avendogli dato fiducia, mi sono comportato di conseguenza e ho smesso di occuparmi di ciò che non era né me stesso né mio.”
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