venerdì 29 aprile 2011

15 aprile

sarebbe stato un “addio” strappalacrime.
l’ho accompagnata alla stazione e aspettato che salisse sul treno.
ma lei non aveva nessun fazzoletto bianco da sventolare alla partenza, e non era neanche affacciata al finestrino.
quando Sali su un treno indiano devi solo pensare a trovare un posto in cui sistemarti, nient’altro.

un abbraccio e un arrivederci presto. questi sono stati i nostri saluti. ma so che ci sono alte probabilità di rivederci di nuovo.
ed entrambe sappiamo di essere dispiaciute per la sua partenza.

i bambini le hanno preparato un saluto speciale, le letterine e hanno cantato per lei delle preghiere.
per cui io mi sono commossa al suo posto.
c’è una canzone in particolare che mi suscita forti emozioni, una preghiera in tamil di cui non conosco assolutamente il significato (forse se lo conoscessi non mi commuoverebbe!)

ma sentire le loro voci, alcune sono vocine altre sono quasi urla, cantare quella melodia così dolce…

“irangumaia manam irangumaia

domenica 17 aprile 2011

14 aprile

mi sono svegliata in un bagno di sudore
più che camminare sbandavo, la stanchezza
camminavo con un occhio chiuso e l’altro a metà e l’acqua non è abbastanza fresca da svegliarmi
ubriaca senza aver bevuto ho provato a sdraiarmi dopo colazione ma ormai il cervello si era già messo in moto…
…le vacanze con mamma..PREPARARE ITINERARIO..
è nella mia lista di cose da fare da settimane..
ma non ho avuto tempo, anche se ho già qualche idea in testa.

oggi è l’ultimo giorno di Bettina..
se è dispiaciuta di andar via? tre settimane sono davvero brevi e forse non si è affezionata tanto in fretta ai bambini..ma mi ha detto che ora se potesse rimarrebbe più a lungo.
il suo carattere è piuttosto tedesco da questo punto di vista..
quello che mi fa ridere è che non riesce neanche a urlare con sentimento!
non che non abbia sentimenti, ovvio che li ha, ma non sono affatto espressi in quello che fa e come lo fa.
un suo “OOOOOOOOFF” per chiudere l’acqua è semi soffocato e metà delle volte nessuno la sente.
quando parla descrive i suoi sentimenti, ma non li esprime.
com’è possibile non trasmettere la passione la gioia come l’ira?
sono sentimenti che urlano da dentro per uscire, quando li proviamo.
e qualcuno lotta contro di loro per tenerseli?!
di me non si può forse dire che sono espansiva, anche se quest’esperienza mi sta aprendo molto in questo senso, ma nei miei occhi si può leggere quello che sento nei toni della mia voce è riconoscibile il sentimento che metto in quello che dico e anzi spesso le mie lacrime dicono più di ogni parola.

12-13 aprile

le havaianas mi hanno abbandonato dopo una corsa per non perdere l’autobus.
abbiamo fatto il viaggio dentro una scatoletta di sardine, e per lo spazio e per l’odore.
e io che lottavo per tenermi le giapponesine ai piedi.
il Mc Gyver che c’è in me ha risolto la situazione appena arrivata alla stazione di Salem:
sono andata a comprarne un paio nuove?no! perché spendere soldi???
con il laccetto per mettere la USB al collo ho fermato la ciabattina al piede..meriterei un premio per l’ingegno!
e quando sono tornata a casa la supercolla..
Salem è sempre la stessa, non fosse per la spesa la pizza e il nuovo “ristorante” che D. ci h consigliato, non andrei così spesso. anche oggi abbiamo pranzato al Selvam, masala dosa (buona, buonisssima) con le salsette colorate..sembrano fatte apposta con i colori della bandiera indiana!
bianco arancio verde
mangerei bianco e arancio con il cucchiaio, ma per quella verde devo prendere un bel pezzo di dosa e pochissima salsa..colpa del coriandolo dal quale, penso, prenda il colore oltre che il sapore, forte.

nonostante il cielo sporco i raggi del sole erano caldi, più caldi rispetto a questi ultimi giorni e anche solo per pochi spostamenti brevi ho consumato così tante delle mie energie che ho chiuso gli occhi sul bus e mi sono risvegliata a Thoppur, giusto in tempo per scendere..
..ancora addormentata, sudata come una neonata dopo un pisolino pomeridiano, confusa mi sono ritrovata nel bel mezzo dei festeggiamenti per l’elezioni ( cosa ci sia da festeggiare, non so) con tanto di bombette esplosive da evitare.
non ho capito perché, durante le elezioni, tutti gli uomini si vestano di bianco e facciano queste grandi feste come se vincesse chi fa più casino!

ieri Sheela è andata via..a momenti quasi andava via senza dirmelo
io pensavo che il padre fosse venuto a trovarla come a volte è successo.
non ha fatto in tempo a seguire la lezione-correzione del test di grammatica che abbiamo fatto lunedì.
il suo esame, pur essendo il meno peggiore, non era sufficiente e credo che molti errori fossero dati dalla distrazione..
(mi sento di somigliare alle mie maestre-insegnanti..ha il potenziale ma non si applica!)
cerco di fare capire loro quello che io ho capito troppo tardi..l’importanza di studiare bene e fare tesoro di tutte le nuove conoscenze, accumulandole e depositandole nel bagaglio di cultura personale che ci porteremo dietro per tutta la vita.

11 aprile

adesso sarei proprio in grado di spaccare tutto ad un mid-camp.
il mio inglese è liscio, e sarei in grado di montare una scenetta che rappresenti come gli indiani sono fatti.

sicuramente proporrei qualcosa di diverso da quello che abbiamo effettivamente fatto,
“parole parole parole..e i fatti?”
ma quattro mesi fa non ero in grado di spiccicare parola sulla cultura indiana e tutto ciò che dagli altri è stato fatto è servito solo a prepararmi.
pensavo esagerassero..ma forse l’unica esagerazione è la generalizzazione assoluta perché mi auguro che non siano davvero tutti così.
a Mysore ho assistito a scenette di diversa natura, dal fingere di essere grandi amici per poi giudicarsi alle spalle alle maestre che insegnano inglese a bambini che ne sanno più di loro.

ed è realtà.

stamattina ho avuto la milionesima conferma. Elisa.
ci siamo parlate per telefono, una telefonata lunga, frustrante, deludente
si, deludente quando dici che hai bisogno di aiuto perché da sola non ce la fai e qualcuno ti risponde “perché che cosa stai facendo?” rimani senza parole e ti viene voglia di fare solo in minimo indispensabile, quello che ti viene richiesto dagli accordi. ma è come un divorzio, chi ci va di mezzo sono i bambini che non meritano che qualcuno faccia meno per colpa di altri. meriterebbero anzi che ci fosse qualcuno di più ad occuparsi di loro.
tante parole,tanti ringraziamenti ma niente riconoscimenti per il lavoro fatto..è una presa in giro?
no, il modo di fare degli indiani e si, forse sarò chiusa nel non accettare questo modo di comportarsi, ma è proprio più forte di me. mi fa rabbia.

sabato 16 aprile 2011

10 aprile

l’acqua che scivola sulle gambe lisce mi ha riportato la voglia di stare sotto la doccia per qualche minuto in più rispetto all’indispensabile ma la mancanza di acqua corrente non mi permette di rilassarmi sotto un getto discontinuo e tiepido.

le passeggiate con Bettina sono diventate un’abitudine, una piacevole abitudine che presto mi verrà a mancare. l’unico momento della giornata in cui siamo solo noi due e possiamo parlare.
parliamo tanto, io specialmente. sto facendo il pieno prima di rimanere di nuovo sola.
ormai gli abitanti delle case cui passiamo vicino, soprattutto le donne e i bambini, conoscono i nostri nomi e quando ci vedono arrivare ci raggiungono e si accodano a noi..che non sempre gli diamo spago.
parlano solo tamil, e le domande sono sempre le stesse.
ma è mi piace l’idea che la gente mi conosca e non mi rivolga più lo sguardo estraniato di prima.
si sono abituati alla mia presenza, alla mia diversità.
era solo una questione di tempo.

anche la sopravvivenza dei pidocchi a OCH è solo una questione di tempo.
oggi abbiamo iniziato la cura: shampoo e lenzuola nuove per tutti..quelle che sono arrivate nella scatola dalla Spagna.
non tutte erano carine allo stesso modo, non essendo in grado di mettersi d’accordo e non voler essere io a scegliere cosa dare a chi ho fatto un piccolo gioco e ognuno a pescato a sorte.
solo per Veebha e Sourav ho scelto io. sono i più piccolini. gli altri possono capire.
ma alla fine tutti sono rimasti contenti, e divertiti dalla strana forma delle federe spagnole, lunghe strette aperte in entrambi i lati.
troppo lunghe e troppo strette per i loro cuscini.
ma vederli addormentati tra vere lenzuola mi ha fatto spuntare un sorriso d’amore, quello stesso segnato sui loro visi mentre nel mondo dei sogni vedono forse, le loro famiglie.

9 aprile

la connessione è saltata.
forse è un bene così eviterò di passare metà delle ore che ho libere, e che dovrei sfruttare per dormire, davanti al pc.
dopo le poche ore di sonno delle notti precedenti oggi ho proprio bisogno di riposare.
D. non ha gradito, come spesso succede, la cena preparata da S. così ho pensato di preparare qualcosa in più per la mia cena e dividerla con lui..ma ha fatto prima..sono andata a comprare due uova e nel frattempo lui ha riciclato il cavolo che S. ha cucinato e provocando una deliziosa leccata di dita a fine cena!!
peccato che B. non abbia potuto prendere parte allo sfizioso invito..è stata male. non so se si tratti di cibo, è vero che abbiamo mangiato le stesse cose ma magari il suo stomaco non è ancora abituato. o non so.
abbiamo mangiato qualcosa fuori casa, ancora la ragazza i cui bambini vengono qui a scuola e che ha il negozio nella strada principale di Thoppur mi ha invitato a casa sua e non ho potuto dire di no ancora una volta. ogni giorno, quando passo di lì, mi invita a mangiare o bere un chai ma sono sempre di corsa.
mentre aspettavamo il chai, ci ha portato un piattino di legumi cucinati da lei, una bontà esagerata!
delle donne indiane solo Sathia non cucina a dovere. potrebbe fare grandi cose se solo volesse. ma non investe un minimo delle sue energie nel cucinare per noi. anche se da noi mangiano anche i suoi figli.
è pigra? probabilmente si, perché abbiamo tutti gli ingredienti necessari..
e David prepara sempre manicaretti.

8 aprile

il rumore del vento che passa tra le finestre senza vetri mi da l’impressione che ci sia qualcuno alle mie spalle, ma ovviamente non è così.
a quest’ora gli unici rumori che si sentono sono quelli della natura e se ci si avvicina abbastanza alle camere i respiri pesanti dei bambini stanchi e accaldati.
prendere sonno con questo caldo è per me più difficile e prima di andare a letto devo arrivare ad un notevole punto di stanchezza. spesso non mi ci devo impegnare poi tanto, basta la giornata ma oggi no,
tra una chiacchiera, piacevole, una ricerca sulle frazioni e la soluzione di una divisione il tempo è passato senza che me ne accorgessi e quando la stanchezza inizia a sopraggiungere è già notte inoltrata.
l’unico rumore che scandisce l’ora è poliziotto che viene a controllare e fischia per allontanare eventuali malintenzionati. ma con quel fischietto oltre a impaurire me, all’inizio, non impaurisce nessuno..anzi. sveglia chi dome. chi non è abituato a quel suono.
probabilmente stanotte pioverà. ogni volta che c’è vento, piove
qui il vento porta le nuvole, un soffio di piacevole brezza ma è un’illusione..
il giorno dopo già svanita nell’afa di un’estate tropicale.

5-6-7 aprile

il tempo è solo una concezione dell’uomo
l’uomo ha stabilito che un’ora fosse fatta di sessanta minuti e un minuto di sessanta secondi.
ma quando non hai un orologio e non ti è possibile leggere l’ora altrove è difficile rendersi conto delle ore persino dei giorni che passano.
anche se ci sono tanti piccoli stratagemmi, a me non sono mai stati troppo chiari e ho perso la concezione del tempo.
non saprei più che giorno della settimana e che numero del mese è..non fosse che devo controllare la data di scadenza del latte. e controllare l’ora per dare da mangiare ai bambini!

e ho anche scordato che oggi sarebbe stato il compleanno di Kalpana quindi approfittando della passeggiata io e B. ieri siamo andate a comprare un pensierino per lei e ordinare la torta.
ci siamo dirette verso la stazione, ricordo che un giorno dal rickshaw mi è sembrata un posto carino per una passeggiata.
parlando come due macchinette non ci siamo accorte che si stava facendo buio..non siamo arrivate fino alla stazione, ma poco ci mancava!
il rientro ce lo siamo fatte a passo accelerato..David mi ha chiamato perché Sourav ha la febbre alta e piange piange piange, povera scimmietta!

ho provato i metodi della nonna..almeno per evitare la solita puntura senza visita ma stamattina David mi ha quasi costretta a portarlo dicendomi che l’avrebbero visitato.
ma ovviamente si è rivelata una bugia, semplicemente si fa la fila davanti ad una scrivania si dice al tipo lì, che non è un dottore, cos’hai e lui ti da un foglietto con il nome dell’iniezione e le pastiglie che devi prendere. poi vai dall’infermiera che, con la siringa che tu ti sei portato da casa, ti fa la puntura.

ecco come funziona l’ospedale di Thoppur.

e tanto perché non bastava mi hanno anche rubato il telefono..certo, colpa della mia distrazione..
ma speravo ci fosse più gente onesta.
avevo pensato di vivere senza telefono ora che non ne ho uno, di approfittare per disintossicarmi da questa tecnologia (già mi ci sono allontanata parecchio in questi mesi) ma poi ho pensato che fosse meglio avere un modo per essere sempre raggiungibile..sopratutto quando sono fuori casa.
quindi a Salem ho comprato un telefono nuovo.
abbiamo pranzato lì, in un Hotel che D. ci ha consigliato, il Selvam, peccato non averlo scoperto prima…non hanno grande scelta ma abbiamo mangiato una sottile e croccantissima dosa e un ottimo Biryani.

Kalpana è tornata molto tardi così la torta è rimasta nel frigo ed è stata rimandata a oggi!
David non era con noi..ma non potevamo aspettare oltre..gli abbiamo lasciato una fetta nel frigo e noi abbiamo festeggiato..non in grande come al solito ma ci siamo impegnati nel fare “del nostro meglio”.

mercoledì 13 aprile 2011

4 aprile

fare la maestra non è senz’altro il mio mestiere, ma per amore di miei bambini mi impegnerò ad essere una buona insegnante..spero di non deluderli.
prima lezione, grammatica e pronuncia,
è volata via e non sembra esser andata tanto male..
forse il non avere i più piccoli per me è più semplice..possono parlare meglio e capire più facilmente!
e ho più cose da insegnare loro..
anche se quando B. andrà via dovrò occuparmi anche dell’altra classe..
sono rimasti contenti e mi hanno chiesto di fare lezione di grammatica tutti i giorni, a prescindere dalle altre lezioni..
sarà un impegno in più ma..lo faccio con piacere.

abbiamo preso un po’ di tempo per noi io e B.
..abbiamo fatto una passeggiata nella stessa direzione della scuola, ma siamo andate oltre..all’inizio della foresta (?!) ..è stato davvero piacevole..non abbiamo smesso un attimo di parlare..(o forse io non ho smesso un attimo di parlare!)
stiamo trovando una buona affinità e mi dispiace che andrà via in due settimane..
si, alla fine prenderà tutte le vacanze insieme per andare a Mumbai..peccato non poter andare con lei, mi sarebbe piaciuto avere il tempo per tornarci..è come se non ci fossi stata.

il rapporto con lei non diventerà mai come quello con L., per il poco tempo che abbiamo e perché non passiamo molto tempo insieme..se anche restasse tre mesi l’unico momento che davvero condividiamo è la passeggiata..e i pasti (ma quando mangia non parla,non come me e L. che la cena durava un’ora e mezzo!), ma ognuno ha il suo carattere e un po’ di tranquillità non fa male neanche a me..mi sto riposando..
..quando non urlano per avvisarmi che uno si è tagliato e l’altro sta piangendo o per chiamarsi tra loro..
Nithya, cercando di fare un buco in un barattolo con un coltello s’è tagliata..e non un taglietto..ma poco ho potuto fare..disinfettante e garza.

come previsto l’acquazzone ha riportato il caldo, meno soffocante, ma comunque non un alleato del sonno.

3 aprile

finalmente si respira, in tutti i sensi.
la terrazza della nostra stanza è completamente allagata
il movimento dell’acqua si riflette sul soffitto come fosse quello delle onde.
se potessi, porterei il mio letto qui fuori per poter meglio godere dell’aria rinfrescante che tira
un violento acquazzone durato pochi minuti ci regalerà una notte almeno tiepida, se non fresca.
la sensazione di cercare il lenzuolo la mattina presto mi manca adesso che le gocce di sudore si infiltrano tra le pieghe del collo mentre dormo.

sono riuscita a dormire un po’ nel pomeriggio,
tra le urla e le folate di caldo troppo forte
un’ora mi ha rigenerato e preparato per affrontare la preparazione del “buri” (stesso impasto del chapatti ma fritto).
David ha contribuito alla preparazione di un’ottima cena preparando il “curry per chapatti” (diverso da quello che si usa per il riso).

una nuova settimana inizia domani e con lei le lezioni che io e Bettina daremo ai bambini.
inglese (grammatica, pronuncia, lettura e dettati) e matematica.
stamattina abbiamo organizzato un po’ il lavoro
diviso i bambini in due classi
dato uno sguardo ai libri che possiamo usare.
ciascuna prenderà una classe per un’ora al giorno e daremo loro dei compiti.

domattina una testolina in meno da accarezzare, Roseline.
il papà è arrivato stasera dopo cena
ha portato le fragole, ma porterà via lei.

aspettative zero (2 aprile)

é sabato.
ricordate cosa sarebbe dovuto succedere? no?
aspettavo una visita di D. ed E. ma, come potrete immaginare dall’uso del passato non l’apsetto più..
e non perché siano venuti!
ma che ci si deve aspettare all’ennesima mancata promessa?
hanno avvisato alle 11 stamattina. è stata E. a chiamare. D., che per me rimane comunque il punto di riferimento anche se E. è la responsabile del progetto, non si è fatto vivo.

avevano appuntamento per andare a vedere un posto nuovo per OCH e sembra che fosse irrimandabile.
inutile dire che la promessa di venire presto è stata rinnovata, ma non mi aspetto che venga mantenuta!
soprattutto dopo gli accenni che ha fatto riguardo al fatto che non ha ancora visto la sua famiglia e i ringraziamenti, secondo me non del tutto fini a se stessi, per il lavoro che sto facendo per l’aiuto e il sostegno e per la pazienza..che però dovrò ancora avere per qualche giorno.
anche l’argomento Sathia è stato affrontato all’indiana..girandoci intorno.
come si dice..una telefonata inconcludente e deludente.

in compenso è stato molto facile far riordinare le stanze ai bambini..
disordine = no cricket match.
e oggi c’era la finale dei mondiali,
India VS Sri Lanka.

ho provato a farmi piacere il gioco, a capirlo..ma sono proprio italiana, meglio il calcio!
e una partita dura ore..dalle due e mezzo del pomeriggio è finita alle undici di sera!
(solo perché sono i mondiali e giocano un numero maggiore di palle!)
inutile dire che i bambini sono rimasti attaccati al pc tutta la sera. ho solo interrotto la trasmissione durante la cena.
so che le undici è davvero tardi..ma non si può negare una partita con la propria squadra in finale!!
(ovviamente io della partita non ho visto granché..mi sono messa giù con la testa e mi sono lasciata svegliare dalle urla di gioia dei piccoli e grandi tifosi..si, l’India è campione del mondo!)

e questo ci ha anche permesso di prenderci un’oretta per una passeggiata nelle campagne di Thoppur.
la strada è asfaltata ma almeno inizio, dopo quattro mesi, a conoscere cosa c’è intorno a noi!!

quando siamo tornate Alok e Preeti ancora dormivano..l’iniezione fatta in ospedale doveva essere piuttosto forte..e considerando che Alok non aveva bisogno essendosi inventato tutto..
si, ha inventato tutto per avere l’attenzione di Sonu, il fratello maggiore.
niente di strano per me, lontano dalla mamma e con un fratello abbastanza distaccato nei suoi confronti.
ho deciso di interpellare Douglas ed Elisa..
tornerà in Bihar, almeno così mi ha detto..ma come potranno i genitori mantenerlo mandarlo a scuola?
questa è la mia più grande preoccupazione.
e se non potrà andare a scuola quale strada gli offrirà la vita? sicuramente non una facile..
non che quella dei bambini del Tamil Nadu lo sia, ma sicuramente ne soffrono meno.

oggi Prabhu è andato via nascondendo il sorriso sdentato che, per qualche motivo, si teneva dentro.
quasi non volesse tornare a casa, ma so che dentro non vedeva l’ora di riabbracciare sua madre.

venerdì 8 aprile 2011

di già ?! (1 aprile)

ascoltavo su youtube una versione della poesia Itaca, un poesia che mi accompagna fin dall’inizio di questa incredibile avventura. anzi da prima.
da quelli che sono stati i giorni in cui davvero ho capito quanto fosse forte la voglia di partire.
giorni in cui ho capito quanto volevo che la strada fosse lunga, infinita e che mi permettesse di portare a casa tante merci.
giorni in cui il mio pensiero si è innalzato e il sentimento, fermatosi, ha iniziato a guidare il mio corpo ma soprattutto il mio spirito.
sono passati più di quattro mesi da quei giorni, ma li tengo stretti. sono preziosi.

il primo giorno di vacanza..ricordo ancora i miei, se ci penso.
Shalini è andata via, il papà è venuto a prenderla.
domani Prabhu, domenica Roseline.

un po’ mi intristisce vederli andare via senza sapere se farò in tempo a rivederli, ma i loro sorrisi, la gioia con cui mi dicono che tornano a casa sono più che sufficienti per non pensarci ed essere felice per loro.
ci salutiamo come se io rimanessi qui ad aspettarli, ed in effetti è così. è meglio pensare che ci rivedremo all’inizio della scuola così è più facile salutarli.
e pensare che stanno andando a casa mi rende meno triste che pensare che io sto andando via e li sto lasciando.
sono loro che vanno via.

31 marzo

l’ultimo giorno di scuola, fosse stato il mio mi sarei stata più felice..
è vero, avrò più lavoro..i bambini saranno tutto il giorno a casa e, nonostante la presenza di Bettina, sono l’unica “didi” che chiamano per qualunque cosa.
ma dall’altro lato avrò più tempo per godermi quelli di loro che rimarranno. e per fare con loro un po’ di cose.
per staccare un po’ prima del forte stress ho portato B. a Salem per farle vedere la nostra grande città..scherzando ho scoperto che ha quasi settecento mila abitanti!
nonostante lei abbia il cibo pagato (da se stessa, come il viaggio) abbiamo fatto un po’ di spesa condivisa..
deve aver apprezzato l’insalata che le ho preparato ieri per pranzo, anche se per me qui la verdura non ha tanto sapore..ma io vengo dalla terra col sole tutto l’anno e non faccio testo.

tra le commissioni il nuovo purificatore e le casse per il computer. e l’unico film che sono riuscita a passare dal cd al mio hard disk ho scoperto essere un film esoterico in tamil non di certo adatto ai bambini.
dovrò farmi bastare quelli che ho.
purtroppo.
adoro fargli vedere i cartoni animati, sanno che è un premio e come tale se lo gustano appieno.
e io, invece che guardare lo schermo
fisso i loro visi i loro occhi illuminarsi
sento le loro risate scoppiare
e così che scoppia, a ruota, anche la mia.

posso tirare un sospiro di sollievo..per ora!(30 marzo)

è arrivata. e sembra ok.
si, parlo di Bettina..la nuova volontaria.
è più alta di me..uffi!! (finora ero io la più alta).
le bambine non smettevano un secondo di accarezzarle la bianca pelle di porcellana ma erano troppo intimidite per farle qualsiasi domanda passasse nelle loro menti.

giusto il tempo di scaricare B. con i suoi bagagli e la scatola e D. è scappato con Elisa.
avevano un meeting importante con qualcuno per quanto riguarda OCH; non ne son di più.
ancora una volta tutto rimandato..dicendomi che torneranno sabato.
ma probabilmente all’ultimo momento chiameranno per dire che hanno avuto impedimenti.

ho offerto a B. un bicchiere di succo, l’ho portata in camera nostra, le ho fatto fare un giro per la casa..
ho fatto quello che L. fece con me.
e, proprio come lei, non ho smesso di parlare un attimo!
forse è l’effetto del restare soli a Thoppur? sembravo un’altra persona..spedita, sciolta.
mentre facevamo orario sotto le pale della ventola in cucina, ho notato un pollo legato per una zampa ad una pianta proprio lì, fuori dalla finestra.
dopo poco le maestre sono andate a prenderlo e D. ci ha spiegato cosa stesse succedendo.
la puja.
un rito indù di offerta agli dei.
in questo caso in ringraziamento per i nuovi frutti che la palma da cocco ha dato.
il rituale prevedeva, oltre alle polveri colorate e gli incensi l’offerta di un pollo, o del suo sangue..
il poveretto è stato sgozzato dopo aver agitato la testa per la troppa acqua versatagli sopra e il suo sangue versato sulle radici della pianta.
ho voluto assistere al rito completo..di vedere queste cose non capita certo tutti i giorni!

come non capita tutti i giorni che David cucini..sopratutto…apposta per te!
gli ho chiesto di preparare insieme il chapatti, perché non posso tornare in Italia senza aver imparato..e allora lui si è offerto di prepararlo oggi..ma ha fatto tutto da solo!
il chapatti e il curry con lo zenzero che mi piace un sacco..anche Bettina ha gradito!


nel pomeriggio abbiamo aperto la scatola arrivata dalla Spagna..
lenzuola asciugamani pigiami cioccolati la piastra per i capelli..
si, sembra l’unico modo per uccidere istantaneamente i pidocchi!

martedì 5 aprile 2011

ci siamo. (29 marzo)

domani arrivano. Elisa e Bettina, con D.
Bettina è la volontaria che stavamo aspettando, svizzera. credo dal cantone tedesco.

e con loro arriverà anche la scatola che hanno mandato dalla Spagna.
tanto. tutto insieme.

sono un po’ in ansia, dovrei essere ottimista visto come sono andate le cose con L. ma forse è proprio per questo. sono convinta che nessuno sarà come lei..con tutti i suoi i difetti ma pur sempre lei.
avevamo già stabilito dei contatti prima che io arrivassi e al mio arrivo e l’incontro è bastato a rompere il ghiaccio.
non voglio pensare troppo a quel che succederà domani, non voglio auto-condizionarmi. e non dovrò aspettare tanto, arriveranno di mattina così avremo anche qualche ora prima che i bambini tornino da scuola; anche se spero di poterne approfittare per parlare con D. ed E. e depennare tutti i punti della mia lista.

28 marzo

oggi è lunedì, a me il lunedì non piace.
non porta mai niente di buono.
come mi aspettavo nessuno si è fatto vedere.
forse la volontaria si è persa tra uno scalo e l’altro?
ho smesso di credere a tutto quello che mi dicono.

il lunedì c’è il mercato; la “passeggiata” sotto i quarantacinque gradi del Tamil Nadu estivo non è certo qualcosa che fai per distrarti un po’.
un bagno di sudore e i gelati semi squagliati. ma siamo arrivate in tempo per salvarli!
piccole coppette, davvero piccole, alla vaniglia che fanno spuntare il sorriso da un orecchio all’altro..
le coppette della felicità!

lunedì 4 aprile 2011

pantera tenace è il mio nome di caccia! (27 marzo)

a colazione abbiamo fatto un resoconto di quelli che dovevano essere i piani della giornata ma non appena la colazione è finita quasi tutti si sono dimenticati di ciò che poco prima era stato detto.
il cricket è diventato il gioco del giorno, forse anche perché proprio ora stanno volgendo al termine i campionati mondiali e l’India sembra essere la favorita.
quando ho comunicato la mia decisione di non fare vedere loro alcun film, come sono solita fare nel weekend, qualcuno si è dato da fare con la lavatrice.
ma i ragazzi hanno continuato a giocare.
il mio stato d’animo inizialmente mi ha fatto ritirare un po’ sulle mie ma non è durato tanto.
ho ripreso coraggio e ho fatto in modo che tutti si mettessero all’opera,
il risultato è stato camere pulite e ordinate e una bella sorpresa per me.

le bambine hanno insistito per farmi fare le scale a occhi chiusi, guidata da loro che mi hanno portato nella sala studio. completamente pulita e ordinata. hanno spostato gli scaffali e i tavoli di metallo sistemato i libri e gli zaini della scuola e messo i tappeti per terra. sembrava un’altra stanza.

Roseline mi ha detto “ abbiamo pensato che con tutte le sorprese che ci fai tu una volta tanto dovevamo fartene una noi!”

la mia tenacia mi ha fatto sentire gratificata, e ho ottenuto il risultato che volevo.
non si saranno meritati il film ma ho comunque deciso di fargli vedere due cartoni, quelli brevi di topolino e paperino. hanno lavorato duro. ho cercato di spiegare loro che se fanno un po’ di lavoro tutti i giorni non hanno un lavoro duro da fare nel weekend, ma non so se e quanto questo durerà.

non con tutti le cose sono andate come speravo. Alok si è adirato con me.
è vero che quasi sempre non gli si può rimproverare nulla, è sempre ordinato e volenteroso nell’aiutare tutti ma oggi ho ritenuto che non meritasse il film come gli altri e ci è rimasto male. non mi ha voluto parlare finché non ha dovuto per via di un litigio con Prabhu.
ed è stato male di nuovo. non potuto fare molto, se non dargli da mangiare e portarlo a letto.

mi sono sfogata con Elisa, mi ha chiamata all’ora di cena e abbiamo parlato un po’.
appena la volontaria che aspettiamo arriva verrà qui con D. e cercheremo di sistemare le cose.
risolvere i problemi che ci sono all’interno dello staff tra i bambini e tra noi e loro.
ma, a quanto capito, si tratterrà solo un paio di giorni. non verrà per restare.

la cosa non mi ha di certo sollevata, ma se non altro mi è sembrato di parlare con una persona che il cervello ce l’ha e lo usa. un sollievo in un periodo come questo che sembra essere una cosa rara.

troppe pretese troppe aspettative o troppo perfezionismo? (26 marzo)

sono arrivata ad un punto di non ritorno oggi.
al punto di fumare una sigaretta dietro l’altra chiusa nella mia stanza per rilassare i nervi
fare un elenco delle cose da discutere con Douglas o Elisa e chiamarlo.
ha capito subito che qualcosa non andava ma non si è fatto ripetere due volte che avrei aspettato a lunedì,se davvero sarebbe venuto, per discuterne.
la scatola dalla Spagna è arrivata e dovrebbe arrivare anche la nuova volontaria (che sarebbe già dovuta arrivare ieri ma non si è vista).
mi sono calmata e prima di cena ho fatto un discorso chiaro a Kalpana sulla necessità di cooperare, e sulla necessità di scambiarci le opinioni allo scopo di migliorare entrambe e di migliorare il modo di vivere qui.
spero che abbia davvero capito a cosa mi riferissi, ho bisogno che almeno lei sia dalla mia parte che mi aiuti nel lavoro.
quando la ciurma si è riunita per la cena, ho fatto un bel discorso anche a loro ma non so quanto ne sia rimasto nella loro testa prima di uscire dall’altro orecchio.
credo che presto avrò bisogno di ricaricarmi le batterie e prendere due-tre giorni liberi anche se con l’arrivo della nuova volontaria non so quanto sarà possibile..avrà bisogno di essere seguita da qualcuno e se Elisa non si ristabilisce qui con lei immagino che sarò io ad avere il ruolo.
c’è bisogno di qualcuno che, qui, stia al di sopra di noi.
ho riletto il documento dove sono elencati tutti i miei diritti e doveri in quanto volontario EVS..troppo facile dire che rispetto tutti i miei doveri ma dei miei diritti ne fanno carta straccia?
forse è stata la follia della rabbia. quello che faccio è perché lo voglio e mi piace. amo i bambini, anche se a momenti li lascerei tutti fuori dalla porta per respirare un po’, anche io ne ho bisogno e non posso sempre aspettare che loro si addormentino. è troppo. troppo tutto insieme, ogni giorno.
e non posso accontentarmi di sentirmi dire che il lavoro che faccio è ammirevole e che quando avrò un figlio mio sarà un gioco da ragazzi. non mi basta. anche se forse diventare mamma significa proprio questo, non avere gratificazioni. non è un lavoro, nessuno ti premia nessuno ti dice grazie.
a volte inizio a sentirmi dalla stessa parte in cui stava, sta mia madre.
e ancora, a questo punto,sorge un conflitto interiore. mettendomi nei panni di mia madre senza però dimenticare di essere una figlia, è giusto essere più comprensivi (come mi sono sempre ripromessa non essendo dura, come pensavo che lei fosse) o meglio seguire la linea dura, grazie alla quale sono diventata quella che sono e di cui mi sto mostrando fiera?
non che sia diventata una figura materna, ma è ciò che sono chiamata a sostituire e voglio capire qual è il modo migliore per farlo. per loro, per ognuno di loro; ma anche per me stessa perché ora non posso uscire di testa e nel caso di un futuro fiocco, rosa o celeste che sia.

inoltre, ma questo non ha direttamente a che fare con i bambini, ho bisogno di sapere quali saranno i progetti per dopo la chiusura della scuola. so che qualcuno tornerà a casa ma la maggior parte, chi viene dal Bihar? mi è stato detto che c’è la possibilità che vadano a Bangalore e siano ospitati a casa del padre di D. ma è solo una voce non confermata da D. e in tal caso io che fine faccio? ho anche bisogno di rinnovare il mio visto..prima che mi sbattano fuori dal paese..

Ooty Children’s Hostel (25 marzo)

se lasciassi questo post inconcluso potrebbe essere perché qualcuno mi ha rapita o uccisa o perché mi sono presa una forte scossa.

piove fortissimo l’odore della terra bagnata è penetrante
è andata via la corrente
tuoni e lampi fanno da coro al rumore dell’acqua che batte sulla terra

potrebbe essere uno scenario perfetto per un film horror.
nessuno sentirebbe le mie urla e non mi accorgerei se qualcuno stesse arrivando alle mie spalle.
ma la poca aria che tira qui è troppo piacevole per rinunciarvi e soffocare nella mia stanza,
ancora solo qualche minuto di respiro.

le zanzare iniziano ad diventare un nemico quotidiano insieme al sudore..bevo due litri d’acqua? due litri di sudore evaporano dal mio corpo. la pelle appiccicosa sembra attirarle più del solito o forse i gechi indiani non si cibano di loro.

stanotte dormire sarebbe difficile se non mi portassi sulle spalle la stanchezza di una giornata piena pesante come le mie palpebre che faticano a rimanere aperte.

24 marzo

se vedi una cosa che ti piace..non provare a cercarla: finiresti con il pestare i piedi per terra.
si usa appendere su uno dei muri esterni delle case maschere che tengono lontani gli spiriti negativi..
maschere molto suggestive, colorate.
la stessa maschera che Patu, la ragazza spagnola che ci ha ospitato a Chennai, ha sulla porta di casa su ein metallo. ma qui le usano in ceramica o formato piastrella. troppo pesante, facile da rompere.
ho chiesto a K. di accompagnarmi a Salem per comprarla ma, a parte il giro turistico che ci hanno fatto fare per la città..sono tornata casa a mani vuote..
non proprio..ho fatto rifornimento di gel antizanzare e mutande per i bambini, ma ho sbagliato qualche taglia!!
staccare quelle poche ore mi ha fatto bene..nonostante il viaggio sia lungo e pesante con questo caldo, mi sento mentalmente riposata..solo mentalmente..mi sono addormentata sull’autobus, come sempre..ma il bigliettaio non voleva lasciarmi in pace..
mi avrà svegliata un paio di volte per accertarsi che era proprio lì che volessi andare e per sapere qual’era il motivo della mia presenza..
insisteva col dire che non c’era alcuna casa per bambini a Thoppur..
ma lo saprò dove vivo e lavoro?!?
alla fine ho spiegato ad una ragazza di Thoppur dove fosse OCH e la scuola e mi ha capito..e allora ha ceduto, si è arreso e mi ha chiesto scusa per il disturbo!!
sono strani questi indian…

23 marzo

inizio a sentire le conseguenze dell’essere sola. da un paio di giorni metto la scheda italiana nel telefono aspettando messaggi che non arrivano. pensieri che non mi sono stati rivolti se non, forse, in momenti troppo fugaci delle giornate di chi non ha cambiato vita come me.
ma quando si è lontani, e soli, si vorrebbe un pensiero una parola in più da parte di chi si vorrebbe vicino.
i miei collegamenti con il mondo sono pari a zero, il modem non è arrivato nemmeno oggi e io continuo a non potermi spostare.
ma le voci amiche aiutano sempre. e se loro non chiamano perché sono tropo indaffarate..ho chiamato io. e mi ha dato una gioia immensa, tanto da avere i brividi quando mi è stato detto “anticipiamo il matrimonio..a settembre!” …cooooosa??? ancora una volta mi sento di essere così lontana da perdere tante cose, come la scelta del vestito! e non ho avuto il tempo di chiedere tante cose..devo chiamare più spesso, sentire la voce delle persone condividerne il loro entusiasmo è la cosa che più tira su, ma mi dispiace non poterle abbracciare.
forse è troppo comodo accorgersi di alcune cose solo ora, ma sono un essere umano e sono passati tre mesi. ora che le cose qui si sono stabilizzate e la routine quotidiana è sempre la stessa, inizio a fermarmi e riflettere di più.
mi mancano gli abbracci delle persone a cui voglio bene. ho, forse, sottovalutato l’importanza di avere gli affetti e le amicizie vicino. quando si è lontani è più difficile gestire i rapporti e ognuno pensa alla propria vita e pian piano ci si perde. non voglio che questo accada anche a me, a noi.
sottovalutiamo l’importanza dei rapporti umani. proviamo mai a dargli un valore diverso?

22 marzo

ecco che nuovi problemi bussano alla porta e chiedono di entrare..
ma noi non glielo permettiamo.
i problemi li risolviamo!

dopo la discussione di ieri tra D. e S. in cui in parte è stata coinvolta Usha oggi c’è stato il secondo round, quello dei chiarimenti tra S. e U., non che penso che con D. si chiariranno mai.

S. è venuto da me per parlare del fatto che U. non gli parlasse e io ho ripetuto più o meno lo stesso discorso che ho fatto a S. e che ha funzionato. ha chiesto il mio aiuto per parlare con lei e nella mia stanza abbiamo parlato tutti e tre insieme.
l’importanza di parlare, l’importanza di mettersi l’uno nei panni dell’altro per capire quali sono le difficoltà di una diciassettenne nel condividere la sua vita con bambini dai quattro ai dieci anni ma nessun coetaneo e la difficoltà per S. di accettare che ad U. sia dato il permesso per fare cose che loro non possono fare.
ancora una volta sono stata messa alla prova, e ho ottenuto un buon risultato!

ma non sono pronta ad affrontare gestire e risolvere tutti i problemi.
almeno non questo. D. non ha pagato le rette della scuola per l’ultima sessione degli esami e per quella che si sta svolgendo ora. la maestra ha detto che annullerà gli esami finali se non le daremo i soldi entro domani.
ma D. non si trova, non risponde al telefono non richiama.

sabato 2 aprile 2011

21 marzo

oggi non inizia solo la primavera..ma sono iniziati gli esami.
no certo, qui la primavera non c’è..solo un caldo soffocante. ma nella lontana Europa tutti tirano sospiri di sollievo per la fine del freddo,
le piante in fiore
i nuovi amori.

esami = mezza giornata di scuola.
questo significa meno tranquillità per noi e più lavoro.
non studiano di più perché hanno gli esami..studiano di meno perché non hanno compiti!

vogliamo parlare del tipo di esami??
..non è difficile prendere il massimo dei voti..non che non sia soddisfatta del loro andamento ma chiedere quanto fa 1+1 o che fine fa il principe rospo ad un bambino di dieci anni mi sembra che rasenti il ridicolo.

il mercato ci ha portato via la mattinata..la passeggiata sotto il sole cocente è lenta e dispendiosa di energie..
il rientro sul camioncino senza portiere ti asciuga fino all’ultima goccia di sudore..ma i gelati si sono squagliati lo stesso.
questa dei gelati è una buona idea il lunedì..perché li compriamo nel negozio di fronte al mercato insieme al latte per il giorno dopo e trasportiamo tutto sul camioncino..evitando la passeggiata con chili di buste.

basta essere un po’ svegli..e pensare di poter migliorare le cose e a come farlo..e far capire agli altri che non sempre un’innovazione è portatrice di male. come è pensiero comune da queste parti. ma sono molto chiusi alle innovazioni, continuano a fare le cose in un certo modo perché le hanno viste fare così per tutta la loro vita e bisogna dimostrargli che quello che dici o quello che pensi di poter fare meglio facilita davvero le cose perché possano darti ragione.
e non parlo di come costruire una città. ma di semplici pratiche di tutti i giorni come il travasare l’acqua nella pentola col riso invece che il riso nella pentola con l’acqua.

ma so che hanno una mentalità e una cultura diversa e quindi cerco di far presente loro quando ho idee che ritengo buone. ho spiegato a K. il significato di consiglio, spero le sia chiaro; le ho detto che nella vita i consigli possono rivelarsi molto utili.

e, a proposito di consigli, proprio nel bel mezzo del riso con il pesce essiccato, quello che viene solo una volta ogni tanto e dunque ci si vorrebbe gustare in pace, mi sono ritrovata a gestire una discussione poco piacevole tra David e Sonu. una discussione accesa, metà in inglese metà in tamil, tra un adulto e un bambino di dieci anni.
il bambino più maturo dell’adulto.
D. ha detto delle cose che non reputo lontanamente corrette dal punto di vista umano e, ancor di più, considerando lo scopo e gli obiettivi di OCH.
mi sono ritrovata, senza esserne minimamente in grado, a mettere fine a questa discussione svoltasi davanti agli occhi e le orecchie di tutti e portare via Sonu, per fargli un discorso che mai mi sarei sognata di fare a qualcuno, ad un bambino, in inglese.
David mi ha deluso molto oggi, penso che il suo comportamento sia dovuto all’assenza di un istruzione appropriata, se ne ha avuta una.
la cosiddetta ignoranza da non conoscenza.
ho sempre pensato che sarebbe stato in grado di occuparsi di tutti loro come un padre per l’amore che prova e dimostra nei loro confronti.
ma forse potrebbe essere un buon padre solo per qualcuno che parla la sua stessa lingua.

ho pensato che non fosse il caso di mettere al corrente Elisa, la responsabile del progetto, di tutto questo durante la nostra piccola breve prima chiacchierata al telefono.
ero nervosa e nonostante la sua voce fosse pulita chiara con un ottima pronuncia io non ho fatto altro che balbettare e commettere un sacco di errori che la grammatica non mi perdonerà.

venerdì 1 aprile 2011

20 marzo

L. andata via alle cinque e mezzo, l’ho accompagnata fino al rickshaw.
le lacrime trattenute.
un ultimo abbraccio.
forse il più sincero e sentito. ora sappiamo che non ci vedremo per un po’.
per parecchio.
i bambini mi hanno svegliata entrando in camera, hanno trovato una busta per me da parte sua, con un girocollo dentro.
mi sono commossa nel leggere le sue poche parole.
parole riconducibili ai miei pensieri di ieri notte.
parole che mi hanno toccato il cuore, nel profondo.

parole di cui avrei voluto rendere partecipi Sheela e Usha per spiegare loro l’importanza e la forza di un’amicizia sincera. non sono troppo piccole per iniziare ad apprezzare certi valori anzi..devono iniziare a dare il giusto valore ai rapporti con le persone, nel bene e nel male.
uno sciocco malinteso le ha tenute lontane per un po’. e io non mi sono accorta di nulla.
entrambe passano gran parte della giornata a scuola ma nel poco tempo che passano a casa mi sono sembrate normali, come sempre. U. è piuttosto chiusa e, avendo diciassette anni e quindi un’età abbastanza lontana da tutti gli altri, passa molto tempo per conto suo, a studiare.
le ho trovate nella veranda fuori dalla mia stanza, Usha cercava di capire perché Sheela non le rivolgesse più la parola, ma S. non apriva bocca.
ho cercato di spiegarle l’importanza di affrontare i problemi e quanto sia inutile circumnavigarli, soprattutto quando si tratta di qualcuno a cui vogliamo bene.
gira e rigira hanno parlato e tutto si è sistemato..sono arrivate in cucina per il break abbracciate con un sorriso luminoso stampato sui dolci lineamenti dei loro visi.

oggi sorpresa: film..e pop corn! volevo far vedere loro Mary Poppins ma sembravano annoiati fin dall’inizio e così abbiamo optato per La spada nella roccia..ma io non ho avuto modo di vederlo con loro perché una nuova discussione con Sathia ha interrotto il mio pomeriggio domenicale.
sempre le solite cose e, ancora una volta, ho chiamato D. ma non si sono parlati; il telefono era occupato dai bambini che parlavano con i loro genitori.

la giornata non è finita al meglio..Alok è caduto dal letto, per colpa mia.
è andato a dormire nel letto di Sonu, quello alto dei letti a castello..piangeva e stavo con lui per farlo addormentare, ho rimosso la sbarra di ferro ma ho dimenticato di rimetterla..
ed è caduto. mi sono sentita malissimo. per fortuna non si è fatto nulla ma mi sono spaventata assai.
dopo un pianto estenuante è crollato nel mondo dei sogni e io mi sono tranquillizzata.

19 marzo

stasera è tornata L.
era tardi, le dieci e mezzo, e quasi tutti i bambini dormivano già.
domani torna in Spagna ed è venuta a riprendere le cose che aveva lasciato.
mi ha portato una bella sorpresa. pesto. peccato che la pasta non fosse delle migliori.
mi ha anche riportato il pecorino, l’ha aperto per assaggiarlo. l’odore è forte. forse il tempo che è rimasto al caldo. sembra quasi “casu marzu”.
abbiamo cenato insieme e mi ha raccontato tutte le disavventure di questi pochi giorni trascorsi lontane.
non ho fatto in tempo a realizzare che fosse andata via ma, allo stesso tempo, ho sentito che eravamo lontane come fossero passati mesi.
e non volevo lasciarla andare a dormire, come se tenendola sveglia il giorno dopo non sarebbe arrivato e lei non sarebbe andata via.
ma mi ha dedicato più tempo che poteva resistendo al sonno prima che questo si facesse troppo forte.
tutti gli avvenimenti dell’ultima settimana sono stati intensi e ora, sapendo che a breve sarà di nuovo a casa, tutte le tensioni stanno svanendo per lasciare spazio ad un infinita stanchezza.
stanchezza di non essere a casa per tanto tempo,
stanchezza di reggere ritmi e modi di vivere diversi,
stanchezza di non parlare la propria lingua.
le stesse che anche io sto iniziando ad avvertire e che tra due mesi, quando sarà il mio turno, sentirò ancora più forti.
sono il prezzo più grande da pagare per la gioia e la soddisfazione che ogni giorno proviamo stando qui, quelle che i bambini ci regalano e che ci fanno essere in grado di superare le debolezze che ci sentiamo dentro.
avrei voluto avere la possibilità di ringraziarla per tutto il tempo che abbiamo passato insieme, per l’aiuto che mi ha dato e le cose che mi ha trasmesso. ma non sono brava con le parole. non quando c’è da parlare. ma credo di averla ringraziata tacitamente in questi mesi, ricambiando ogni suo gesto con uno mio.
e il ringraziamento più grande, per ognuna di noi, è l’amicizia che in questi mesi abbiamo costruito e che ci legherà per sempre insieme a questa grande esperienza che abbiamo condiviso.

e oggi vado a dormire serena, sapendo che nei nostri cuori e nei nostri pensieri ci sarà sempre un posto per l’altra, un posto speciale.

18 marzo

ieri notte ho detto a Prianka di provare a non fare la sussù nel letto e non l’ha fatta!
è davvero così semplice?! proverò a ripeterglielo tutte le notti..così magari potrò smettere di lavare le sue lenzuola tutte le mattine!
ho dato una rinfrescata alla mia stanza, ne aveva bisogno post- caos Lucrecia e una rinvigorita ai miei muscoli..i bambini mi hanno insegnato un nuovo gioco, coco (?).
è il gioco in cui molti di loro hanno preso premi, quelli che hanno passato giorni a mostrarmi uno per uno, durante le giornate di attività sportiva a scuola ed è molto divertente!
ma che sudata..c’è da correre..e anche se il sole era già calato la temperatura non è scesa di tanto.
l’estate si sta facendo sentire, per me più che per loro..
che continuano a dormire sotto le coperte.
in mutande, ma sotto le coperte.