mercoledì 4 maggio 2011

forse è troppo presto per tirare un sospiro di sollievo? (19 aprile)

ho capito quanto forte è il legame che mi stringe a queste piccole meravigliose personcine che mi circondano ogni giorno. molto forte. forte forte. di più.
mi sono sentita portare via un pezzo di cuoricino quando Elisa stamattina mi ha detto che sarei stata a casa di Douglas.
quando vedrò i bambini di nuovo? mi sono chiesta
in questi mesi ho condiviso con loro ogni singolo momento della loro giornata,
e vedermi separata da loro mi ha fatto un certo effetto anche se so che c’è chi si prende cura di loro. e Kalpana è lì.

ho incontrato Susannah a casa di D. e siamo state fuori insieme tutto il pomeriggio incontrando delle altre ragazze tra cui una di quelle che ho conosciuto durante il mid-camp.

dopo cena, il momento che tanto aspettavo, la chiacchierata con Sheela Douglas ed Elisa.
avevo già parlato con Sheela durante la cena quando eravamo sole e le ho spiegato i miei punti di vista cosicché durante la chiacchierata facesse da tramite tra le due parti.
Elisa non ha parlato molto, quasi nulla e non mi spiego il perché..o meglio, ora a cose chiarite me lo spiego.
lei stessa ha saputo del trasferimento immediato più o meno quando l’ho saputo io.
D. ha voluto trasferirci per problemi legati ad una denuncia che il proprietario della casa di Thoppur ha fatto nei suoi confronti, dichiarando che il personale di OCH, e quindi D. in quanto direttore e responsabile legale, non si prende cura dei bambini e chiedendo che il progetto fosse sottratto a D. e affidato a lui.
sono rimasta piuttosto sconcertata dalla cattiveria di questa persona che, evidentemente, non sa che a occuparsi di questi progetti non ci si guadagna un paise!
il nostro trasferimento comporta l’inizio di una causa che, finché noi eravamo lì, D. non si è sentito di intentare.
motivi come questo e altri, tra cui la ricerca di un nuovo posto in cui trasferirci, lo hanno impegnato più del solito e mi ha chiesto scusa per non essere venuto come promesso.

ma almeno le ricerche ci hanno fruttato un nuovo posto, un posto che dovrebbe essere nostro per un anno qui a Bangalore e dove ci trasferiremo questa settimana.
nel frattempo continueranno a cercare un posto da comprare o, è una possibilità, un pezzo di terra su cui costruire.

queste notizie mi hanno rassicurata, anche se certo quella della denuncia non è una buona notizia è comunque una spiegazione agli avvenimenti degli ultimi giorni in particolare e dell’ultimo mese in generale.

le notizie mi hanno rilassata a tal punto che ho sentito la stanchezza di una notte insonne arrivare tutta insieme senza poter opporre resistenza alla sua forza.

fuga da Thoppur (18 aprile)

dieci bambini dormono sul pavimento, nella stanza dei maschietti
i loro letti sono stati smontati, i materassi accatastati,
come tutte le nostre cose,
nella stanza delle bambine

uno dorme con le braccia incrociate sotto la testa come se stesse prendendo il sole
qualcuno è coperto fino alla testa con un asciugamano o un lenzuolo improvvisato

le bambine indossano i loro vestiti più belli, quelli che le fanno sembrare principesse,
piccole principesse

la mia camera è vuota, tutto ciò che rimane è una candela che mi fa compagnia
il rumore dei tasti echeggia mentre scrivo
e il mio zaino è qui accanto a me, pronto per la nuova avventura.

tra poche ore il treno ci porterà via da Thoppur per sempre, senza aver salutato nessuno.

senza essermi preparata a lasciare questo luogo che è diventata, ormai, la mia casa.

ma tutto accade per una ragione.
domani cercherò di scoprire qual’ è..
la rabbia iniziale scatenata al momento della notizia, datami dai bambini non da Douglas né da Elisa, e alimentata dall’assenza di Elisa che ha perso il treno per arrivare qui,si è placata e la ratio ha preso il suo posto.
aspetto domani con questo spirito anche grazie a chi mi ha ascoltata distratta e fatto sfogare.

parole parole parole (16-17 aprile)

ancora solo parole.
Sheela non si è presentata ieri, neanche una telefonata per dirmi che non sarebbe venuta.
ed Elisa? mi farcisce di tutte le cose che voglio sentirmi dire prima di mettermi al forno e cuocermi per bene nelle mia continue delusioni.
si, perché nonostante non creda più a nulla continuo a rimanere delusa. oltre a non rispettare me non rispettano i bambini, il lavoro che io faccio è per loro.
non credo che Elisa domani sarà qui, anche se ha già i biglietti. non finché non la vedo.

mancava Sathia, non venire per due giorni con una scusa inventata all’ultimo momento è proprio da lei..
Elisa non ha perso l’occasione di giustificarla dall’altra parte del filo dicendomi che tanto domani sarebbe arrivata lei a sistemare tutto.

ho preparato il letto per lei nell’ufficio, non si sa mai che davvero la veda spuntare all’improvviso..
ai suoi pasti ci penserà lei discutendone con Sathia.
spero che, se davvero sarà una settimana, qui con lei si sistemino le cose.
sono stanca di andare avanti ogni giorno grazie alle arrabbiature che mi prendo,
ho voglia di rilassarmi sapendo che ci sarà qualcun altro ad aiutarmi, e nel migliore dei modi.
ma questo non accadrà mai.

venerdì 29 aprile 2011

15 aprile

sarebbe stato un “addio” strappalacrime.
l’ho accompagnata alla stazione e aspettato che salisse sul treno.
ma lei non aveva nessun fazzoletto bianco da sventolare alla partenza, e non era neanche affacciata al finestrino.
quando Sali su un treno indiano devi solo pensare a trovare un posto in cui sistemarti, nient’altro.

un abbraccio e un arrivederci presto. questi sono stati i nostri saluti. ma so che ci sono alte probabilità di rivederci di nuovo.
ed entrambe sappiamo di essere dispiaciute per la sua partenza.

i bambini le hanno preparato un saluto speciale, le letterine e hanno cantato per lei delle preghiere.
per cui io mi sono commossa al suo posto.
c’è una canzone in particolare che mi suscita forti emozioni, una preghiera in tamil di cui non conosco assolutamente il significato (forse se lo conoscessi non mi commuoverebbe!)

ma sentire le loro voci, alcune sono vocine altre sono quasi urla, cantare quella melodia così dolce…

“irangumaia manam irangumaia

domenica 17 aprile 2011

14 aprile

mi sono svegliata in un bagno di sudore
più che camminare sbandavo, la stanchezza
camminavo con un occhio chiuso e l’altro a metà e l’acqua non è abbastanza fresca da svegliarmi
ubriaca senza aver bevuto ho provato a sdraiarmi dopo colazione ma ormai il cervello si era già messo in moto…
…le vacanze con mamma..PREPARARE ITINERARIO..
è nella mia lista di cose da fare da settimane..
ma non ho avuto tempo, anche se ho già qualche idea in testa.

oggi è l’ultimo giorno di Bettina..
se è dispiaciuta di andar via? tre settimane sono davvero brevi e forse non si è affezionata tanto in fretta ai bambini..ma mi ha detto che ora se potesse rimarrebbe più a lungo.
il suo carattere è piuttosto tedesco da questo punto di vista..
quello che mi fa ridere è che non riesce neanche a urlare con sentimento!
non che non abbia sentimenti, ovvio che li ha, ma non sono affatto espressi in quello che fa e come lo fa.
un suo “OOOOOOOOFF” per chiudere l’acqua è semi soffocato e metà delle volte nessuno la sente.
quando parla descrive i suoi sentimenti, ma non li esprime.
com’è possibile non trasmettere la passione la gioia come l’ira?
sono sentimenti che urlano da dentro per uscire, quando li proviamo.
e qualcuno lotta contro di loro per tenerseli?!
di me non si può forse dire che sono espansiva, anche se quest’esperienza mi sta aprendo molto in questo senso, ma nei miei occhi si può leggere quello che sento nei toni della mia voce è riconoscibile il sentimento che metto in quello che dico e anzi spesso le mie lacrime dicono più di ogni parola.

12-13 aprile

le havaianas mi hanno abbandonato dopo una corsa per non perdere l’autobus.
abbiamo fatto il viaggio dentro una scatoletta di sardine, e per lo spazio e per l’odore.
e io che lottavo per tenermi le giapponesine ai piedi.
il Mc Gyver che c’è in me ha risolto la situazione appena arrivata alla stazione di Salem:
sono andata a comprarne un paio nuove?no! perché spendere soldi???
con il laccetto per mettere la USB al collo ho fermato la ciabattina al piede..meriterei un premio per l’ingegno!
e quando sono tornata a casa la supercolla..
Salem è sempre la stessa, non fosse per la spesa la pizza e il nuovo “ristorante” che D. ci h consigliato, non andrei così spesso. anche oggi abbiamo pranzato al Selvam, masala dosa (buona, buonisssima) con le salsette colorate..sembrano fatte apposta con i colori della bandiera indiana!
bianco arancio verde
mangerei bianco e arancio con il cucchiaio, ma per quella verde devo prendere un bel pezzo di dosa e pochissima salsa..colpa del coriandolo dal quale, penso, prenda il colore oltre che il sapore, forte.

nonostante il cielo sporco i raggi del sole erano caldi, più caldi rispetto a questi ultimi giorni e anche solo per pochi spostamenti brevi ho consumato così tante delle mie energie che ho chiuso gli occhi sul bus e mi sono risvegliata a Thoppur, giusto in tempo per scendere..
..ancora addormentata, sudata come una neonata dopo un pisolino pomeridiano, confusa mi sono ritrovata nel bel mezzo dei festeggiamenti per l’elezioni ( cosa ci sia da festeggiare, non so) con tanto di bombette esplosive da evitare.
non ho capito perché, durante le elezioni, tutti gli uomini si vestano di bianco e facciano queste grandi feste come se vincesse chi fa più casino!

ieri Sheela è andata via..a momenti quasi andava via senza dirmelo
io pensavo che il padre fosse venuto a trovarla come a volte è successo.
non ha fatto in tempo a seguire la lezione-correzione del test di grammatica che abbiamo fatto lunedì.
il suo esame, pur essendo il meno peggiore, non era sufficiente e credo che molti errori fossero dati dalla distrazione..
(mi sento di somigliare alle mie maestre-insegnanti..ha il potenziale ma non si applica!)
cerco di fare capire loro quello che io ho capito troppo tardi..l’importanza di studiare bene e fare tesoro di tutte le nuove conoscenze, accumulandole e depositandole nel bagaglio di cultura personale che ci porteremo dietro per tutta la vita.

11 aprile

adesso sarei proprio in grado di spaccare tutto ad un mid-camp.
il mio inglese è liscio, e sarei in grado di montare una scenetta che rappresenti come gli indiani sono fatti.

sicuramente proporrei qualcosa di diverso da quello che abbiamo effettivamente fatto,
“parole parole parole..e i fatti?”
ma quattro mesi fa non ero in grado di spiccicare parola sulla cultura indiana e tutto ciò che dagli altri è stato fatto è servito solo a prepararmi.
pensavo esagerassero..ma forse l’unica esagerazione è la generalizzazione assoluta perché mi auguro che non siano davvero tutti così.
a Mysore ho assistito a scenette di diversa natura, dal fingere di essere grandi amici per poi giudicarsi alle spalle alle maestre che insegnano inglese a bambini che ne sanno più di loro.

ed è realtà.

stamattina ho avuto la milionesima conferma. Elisa.
ci siamo parlate per telefono, una telefonata lunga, frustrante, deludente
si, deludente quando dici che hai bisogno di aiuto perché da sola non ce la fai e qualcuno ti risponde “perché che cosa stai facendo?” rimani senza parole e ti viene voglia di fare solo in minimo indispensabile, quello che ti viene richiesto dagli accordi. ma è come un divorzio, chi ci va di mezzo sono i bambini che non meritano che qualcuno faccia meno per colpa di altri. meriterebbero anzi che ci fosse qualcuno di più ad occuparsi di loro.
tante parole,tanti ringraziamenti ma niente riconoscimenti per il lavoro fatto..è una presa in giro?
no, il modo di fare degli indiani e si, forse sarò chiusa nel non accettare questo modo di comportarsi, ma è proprio più forte di me. mi fa rabbia.

sabato 16 aprile 2011

10 aprile

l’acqua che scivola sulle gambe lisce mi ha riportato la voglia di stare sotto la doccia per qualche minuto in più rispetto all’indispensabile ma la mancanza di acqua corrente non mi permette di rilassarmi sotto un getto discontinuo e tiepido.

le passeggiate con Bettina sono diventate un’abitudine, una piacevole abitudine che presto mi verrà a mancare. l’unico momento della giornata in cui siamo solo noi due e possiamo parlare.
parliamo tanto, io specialmente. sto facendo il pieno prima di rimanere di nuovo sola.
ormai gli abitanti delle case cui passiamo vicino, soprattutto le donne e i bambini, conoscono i nostri nomi e quando ci vedono arrivare ci raggiungono e si accodano a noi..che non sempre gli diamo spago.
parlano solo tamil, e le domande sono sempre le stesse.
ma è mi piace l’idea che la gente mi conosca e non mi rivolga più lo sguardo estraniato di prima.
si sono abituati alla mia presenza, alla mia diversità.
era solo una questione di tempo.

anche la sopravvivenza dei pidocchi a OCH è solo una questione di tempo.
oggi abbiamo iniziato la cura: shampoo e lenzuola nuove per tutti..quelle che sono arrivate nella scatola dalla Spagna.
non tutte erano carine allo stesso modo, non essendo in grado di mettersi d’accordo e non voler essere io a scegliere cosa dare a chi ho fatto un piccolo gioco e ognuno a pescato a sorte.
solo per Veebha e Sourav ho scelto io. sono i più piccolini. gli altri possono capire.
ma alla fine tutti sono rimasti contenti, e divertiti dalla strana forma delle federe spagnole, lunghe strette aperte in entrambi i lati.
troppo lunghe e troppo strette per i loro cuscini.
ma vederli addormentati tra vere lenzuola mi ha fatto spuntare un sorriso d’amore, quello stesso segnato sui loro visi mentre nel mondo dei sogni vedono forse, le loro famiglie.

9 aprile

la connessione è saltata.
forse è un bene così eviterò di passare metà delle ore che ho libere, e che dovrei sfruttare per dormire, davanti al pc.
dopo le poche ore di sonno delle notti precedenti oggi ho proprio bisogno di riposare.
D. non ha gradito, come spesso succede, la cena preparata da S. così ho pensato di preparare qualcosa in più per la mia cena e dividerla con lui..ma ha fatto prima..sono andata a comprare due uova e nel frattempo lui ha riciclato il cavolo che S. ha cucinato e provocando una deliziosa leccata di dita a fine cena!!
peccato che B. non abbia potuto prendere parte allo sfizioso invito..è stata male. non so se si tratti di cibo, è vero che abbiamo mangiato le stesse cose ma magari il suo stomaco non è ancora abituato. o non so.
abbiamo mangiato qualcosa fuori casa, ancora la ragazza i cui bambini vengono qui a scuola e che ha il negozio nella strada principale di Thoppur mi ha invitato a casa sua e non ho potuto dire di no ancora una volta. ogni giorno, quando passo di lì, mi invita a mangiare o bere un chai ma sono sempre di corsa.
mentre aspettavamo il chai, ci ha portato un piattino di legumi cucinati da lei, una bontà esagerata!
delle donne indiane solo Sathia non cucina a dovere. potrebbe fare grandi cose se solo volesse. ma non investe un minimo delle sue energie nel cucinare per noi. anche se da noi mangiano anche i suoi figli.
è pigra? probabilmente si, perché abbiamo tutti gli ingredienti necessari..
e David prepara sempre manicaretti.

8 aprile

il rumore del vento che passa tra le finestre senza vetri mi da l’impressione che ci sia qualcuno alle mie spalle, ma ovviamente non è così.
a quest’ora gli unici rumori che si sentono sono quelli della natura e se ci si avvicina abbastanza alle camere i respiri pesanti dei bambini stanchi e accaldati.
prendere sonno con questo caldo è per me più difficile e prima di andare a letto devo arrivare ad un notevole punto di stanchezza. spesso non mi ci devo impegnare poi tanto, basta la giornata ma oggi no,
tra una chiacchiera, piacevole, una ricerca sulle frazioni e la soluzione di una divisione il tempo è passato senza che me ne accorgessi e quando la stanchezza inizia a sopraggiungere è già notte inoltrata.
l’unico rumore che scandisce l’ora è poliziotto che viene a controllare e fischia per allontanare eventuali malintenzionati. ma con quel fischietto oltre a impaurire me, all’inizio, non impaurisce nessuno..anzi. sveglia chi dome. chi non è abituato a quel suono.
probabilmente stanotte pioverà. ogni volta che c’è vento, piove
qui il vento porta le nuvole, un soffio di piacevole brezza ma è un’illusione..
il giorno dopo già svanita nell’afa di un’estate tropicale.

5-6-7 aprile

il tempo è solo una concezione dell’uomo
l’uomo ha stabilito che un’ora fosse fatta di sessanta minuti e un minuto di sessanta secondi.
ma quando non hai un orologio e non ti è possibile leggere l’ora altrove è difficile rendersi conto delle ore persino dei giorni che passano.
anche se ci sono tanti piccoli stratagemmi, a me non sono mai stati troppo chiari e ho perso la concezione del tempo.
non saprei più che giorno della settimana e che numero del mese è..non fosse che devo controllare la data di scadenza del latte. e controllare l’ora per dare da mangiare ai bambini!

e ho anche scordato che oggi sarebbe stato il compleanno di Kalpana quindi approfittando della passeggiata io e B. ieri siamo andate a comprare un pensierino per lei e ordinare la torta.
ci siamo dirette verso la stazione, ricordo che un giorno dal rickshaw mi è sembrata un posto carino per una passeggiata.
parlando come due macchinette non ci siamo accorte che si stava facendo buio..non siamo arrivate fino alla stazione, ma poco ci mancava!
il rientro ce lo siamo fatte a passo accelerato..David mi ha chiamato perché Sourav ha la febbre alta e piange piange piange, povera scimmietta!

ho provato i metodi della nonna..almeno per evitare la solita puntura senza visita ma stamattina David mi ha quasi costretta a portarlo dicendomi che l’avrebbero visitato.
ma ovviamente si è rivelata una bugia, semplicemente si fa la fila davanti ad una scrivania si dice al tipo lì, che non è un dottore, cos’hai e lui ti da un foglietto con il nome dell’iniezione e le pastiglie che devi prendere. poi vai dall’infermiera che, con la siringa che tu ti sei portato da casa, ti fa la puntura.

ecco come funziona l’ospedale di Thoppur.

e tanto perché non bastava mi hanno anche rubato il telefono..certo, colpa della mia distrazione..
ma speravo ci fosse più gente onesta.
avevo pensato di vivere senza telefono ora che non ne ho uno, di approfittare per disintossicarmi da questa tecnologia (già mi ci sono allontanata parecchio in questi mesi) ma poi ho pensato che fosse meglio avere un modo per essere sempre raggiungibile..sopratutto quando sono fuori casa.
quindi a Salem ho comprato un telefono nuovo.
abbiamo pranzato lì, in un Hotel che D. ci ha consigliato, il Selvam, peccato non averlo scoperto prima…non hanno grande scelta ma abbiamo mangiato una sottile e croccantissima dosa e un ottimo Biryani.

Kalpana è tornata molto tardi così la torta è rimasta nel frigo ed è stata rimandata a oggi!
David non era con noi..ma non potevamo aspettare oltre..gli abbiamo lasciato una fetta nel frigo e noi abbiamo festeggiato..non in grande come al solito ma ci siamo impegnati nel fare “del nostro meglio”.

mercoledì 13 aprile 2011

4 aprile

fare la maestra non è senz’altro il mio mestiere, ma per amore di miei bambini mi impegnerò ad essere una buona insegnante..spero di non deluderli.
prima lezione, grammatica e pronuncia,
è volata via e non sembra esser andata tanto male..
forse il non avere i più piccoli per me è più semplice..possono parlare meglio e capire più facilmente!
e ho più cose da insegnare loro..
anche se quando B. andrà via dovrò occuparmi anche dell’altra classe..
sono rimasti contenti e mi hanno chiesto di fare lezione di grammatica tutti i giorni, a prescindere dalle altre lezioni..
sarà un impegno in più ma..lo faccio con piacere.

abbiamo preso un po’ di tempo per noi io e B.
..abbiamo fatto una passeggiata nella stessa direzione della scuola, ma siamo andate oltre..all’inizio della foresta (?!) ..è stato davvero piacevole..non abbiamo smesso un attimo di parlare..(o forse io non ho smesso un attimo di parlare!)
stiamo trovando una buona affinità e mi dispiace che andrà via in due settimane..
si, alla fine prenderà tutte le vacanze insieme per andare a Mumbai..peccato non poter andare con lei, mi sarebbe piaciuto avere il tempo per tornarci..è come se non ci fossi stata.

il rapporto con lei non diventerà mai come quello con L., per il poco tempo che abbiamo e perché non passiamo molto tempo insieme..se anche restasse tre mesi l’unico momento che davvero condividiamo è la passeggiata..e i pasti (ma quando mangia non parla,non come me e L. che la cena durava un’ora e mezzo!), ma ognuno ha il suo carattere e un po’ di tranquillità non fa male neanche a me..mi sto riposando..
..quando non urlano per avvisarmi che uno si è tagliato e l’altro sta piangendo o per chiamarsi tra loro..
Nithya, cercando di fare un buco in un barattolo con un coltello s’è tagliata..e non un taglietto..ma poco ho potuto fare..disinfettante e garza.

come previsto l’acquazzone ha riportato il caldo, meno soffocante, ma comunque non un alleato del sonno.

3 aprile

finalmente si respira, in tutti i sensi.
la terrazza della nostra stanza è completamente allagata
il movimento dell’acqua si riflette sul soffitto come fosse quello delle onde.
se potessi, porterei il mio letto qui fuori per poter meglio godere dell’aria rinfrescante che tira
un violento acquazzone durato pochi minuti ci regalerà una notte almeno tiepida, se non fresca.
la sensazione di cercare il lenzuolo la mattina presto mi manca adesso che le gocce di sudore si infiltrano tra le pieghe del collo mentre dormo.

sono riuscita a dormire un po’ nel pomeriggio,
tra le urla e le folate di caldo troppo forte
un’ora mi ha rigenerato e preparato per affrontare la preparazione del “buri” (stesso impasto del chapatti ma fritto).
David ha contribuito alla preparazione di un’ottima cena preparando il “curry per chapatti” (diverso da quello che si usa per il riso).

una nuova settimana inizia domani e con lei le lezioni che io e Bettina daremo ai bambini.
inglese (grammatica, pronuncia, lettura e dettati) e matematica.
stamattina abbiamo organizzato un po’ il lavoro
diviso i bambini in due classi
dato uno sguardo ai libri che possiamo usare.
ciascuna prenderà una classe per un’ora al giorno e daremo loro dei compiti.

domattina una testolina in meno da accarezzare, Roseline.
il papà è arrivato stasera dopo cena
ha portato le fragole, ma porterà via lei.

aspettative zero (2 aprile)

é sabato.
ricordate cosa sarebbe dovuto succedere? no?
aspettavo una visita di D. ed E. ma, come potrete immaginare dall’uso del passato non l’apsetto più..
e non perché siano venuti!
ma che ci si deve aspettare all’ennesima mancata promessa?
hanno avvisato alle 11 stamattina. è stata E. a chiamare. D., che per me rimane comunque il punto di riferimento anche se E. è la responsabile del progetto, non si è fatto vivo.

avevano appuntamento per andare a vedere un posto nuovo per OCH e sembra che fosse irrimandabile.
inutile dire che la promessa di venire presto è stata rinnovata, ma non mi aspetto che venga mantenuta!
soprattutto dopo gli accenni che ha fatto riguardo al fatto che non ha ancora visto la sua famiglia e i ringraziamenti, secondo me non del tutto fini a se stessi, per il lavoro che sto facendo per l’aiuto e il sostegno e per la pazienza..che però dovrò ancora avere per qualche giorno.
anche l’argomento Sathia è stato affrontato all’indiana..girandoci intorno.
come si dice..una telefonata inconcludente e deludente.

in compenso è stato molto facile far riordinare le stanze ai bambini..
disordine = no cricket match.
e oggi c’era la finale dei mondiali,
India VS Sri Lanka.

ho provato a farmi piacere il gioco, a capirlo..ma sono proprio italiana, meglio il calcio!
e una partita dura ore..dalle due e mezzo del pomeriggio è finita alle undici di sera!
(solo perché sono i mondiali e giocano un numero maggiore di palle!)
inutile dire che i bambini sono rimasti attaccati al pc tutta la sera. ho solo interrotto la trasmissione durante la cena.
so che le undici è davvero tardi..ma non si può negare una partita con la propria squadra in finale!!
(ovviamente io della partita non ho visto granché..mi sono messa giù con la testa e mi sono lasciata svegliare dalle urla di gioia dei piccoli e grandi tifosi..si, l’India è campione del mondo!)

e questo ci ha anche permesso di prenderci un’oretta per una passeggiata nelle campagne di Thoppur.
la strada è asfaltata ma almeno inizio, dopo quattro mesi, a conoscere cosa c’è intorno a noi!!

quando siamo tornate Alok e Preeti ancora dormivano..l’iniezione fatta in ospedale doveva essere piuttosto forte..e considerando che Alok non aveva bisogno essendosi inventato tutto..
si, ha inventato tutto per avere l’attenzione di Sonu, il fratello maggiore.
niente di strano per me, lontano dalla mamma e con un fratello abbastanza distaccato nei suoi confronti.
ho deciso di interpellare Douglas ed Elisa..
tornerà in Bihar, almeno così mi ha detto..ma come potranno i genitori mantenerlo mandarlo a scuola?
questa è la mia più grande preoccupazione.
e se non potrà andare a scuola quale strada gli offrirà la vita? sicuramente non una facile..
non che quella dei bambini del Tamil Nadu lo sia, ma sicuramente ne soffrono meno.

oggi Prabhu è andato via nascondendo il sorriso sdentato che, per qualche motivo, si teneva dentro.
quasi non volesse tornare a casa, ma so che dentro non vedeva l’ora di riabbracciare sua madre.

venerdì 8 aprile 2011

di già ?! (1 aprile)

ascoltavo su youtube una versione della poesia Itaca, un poesia che mi accompagna fin dall’inizio di questa incredibile avventura. anzi da prima.
da quelli che sono stati i giorni in cui davvero ho capito quanto fosse forte la voglia di partire.
giorni in cui ho capito quanto volevo che la strada fosse lunga, infinita e che mi permettesse di portare a casa tante merci.
giorni in cui il mio pensiero si è innalzato e il sentimento, fermatosi, ha iniziato a guidare il mio corpo ma soprattutto il mio spirito.
sono passati più di quattro mesi da quei giorni, ma li tengo stretti. sono preziosi.

il primo giorno di vacanza..ricordo ancora i miei, se ci penso.
Shalini è andata via, il papà è venuto a prenderla.
domani Prabhu, domenica Roseline.

un po’ mi intristisce vederli andare via senza sapere se farò in tempo a rivederli, ma i loro sorrisi, la gioia con cui mi dicono che tornano a casa sono più che sufficienti per non pensarci ed essere felice per loro.
ci salutiamo come se io rimanessi qui ad aspettarli, ed in effetti è così. è meglio pensare che ci rivedremo all’inizio della scuola così è più facile salutarli.
e pensare che stanno andando a casa mi rende meno triste che pensare che io sto andando via e li sto lasciando.
sono loro che vanno via.

31 marzo

l’ultimo giorno di scuola, fosse stato il mio mi sarei stata più felice..
è vero, avrò più lavoro..i bambini saranno tutto il giorno a casa e, nonostante la presenza di Bettina, sono l’unica “didi” che chiamano per qualunque cosa.
ma dall’altro lato avrò più tempo per godermi quelli di loro che rimarranno. e per fare con loro un po’ di cose.
per staccare un po’ prima del forte stress ho portato B. a Salem per farle vedere la nostra grande città..scherzando ho scoperto che ha quasi settecento mila abitanti!
nonostante lei abbia il cibo pagato (da se stessa, come il viaggio) abbiamo fatto un po’ di spesa condivisa..
deve aver apprezzato l’insalata che le ho preparato ieri per pranzo, anche se per me qui la verdura non ha tanto sapore..ma io vengo dalla terra col sole tutto l’anno e non faccio testo.

tra le commissioni il nuovo purificatore e le casse per il computer. e l’unico film che sono riuscita a passare dal cd al mio hard disk ho scoperto essere un film esoterico in tamil non di certo adatto ai bambini.
dovrò farmi bastare quelli che ho.
purtroppo.
adoro fargli vedere i cartoni animati, sanno che è un premio e come tale se lo gustano appieno.
e io, invece che guardare lo schermo
fisso i loro visi i loro occhi illuminarsi
sento le loro risate scoppiare
e così che scoppia, a ruota, anche la mia.

posso tirare un sospiro di sollievo..per ora!(30 marzo)

è arrivata. e sembra ok.
si, parlo di Bettina..la nuova volontaria.
è più alta di me..uffi!! (finora ero io la più alta).
le bambine non smettevano un secondo di accarezzarle la bianca pelle di porcellana ma erano troppo intimidite per farle qualsiasi domanda passasse nelle loro menti.

giusto il tempo di scaricare B. con i suoi bagagli e la scatola e D. è scappato con Elisa.
avevano un meeting importante con qualcuno per quanto riguarda OCH; non ne son di più.
ancora una volta tutto rimandato..dicendomi che torneranno sabato.
ma probabilmente all’ultimo momento chiameranno per dire che hanno avuto impedimenti.

ho offerto a B. un bicchiere di succo, l’ho portata in camera nostra, le ho fatto fare un giro per la casa..
ho fatto quello che L. fece con me.
e, proprio come lei, non ho smesso di parlare un attimo!
forse è l’effetto del restare soli a Thoppur? sembravo un’altra persona..spedita, sciolta.
mentre facevamo orario sotto le pale della ventola in cucina, ho notato un pollo legato per una zampa ad una pianta proprio lì, fuori dalla finestra.
dopo poco le maestre sono andate a prenderlo e D. ci ha spiegato cosa stesse succedendo.
la puja.
un rito indù di offerta agli dei.
in questo caso in ringraziamento per i nuovi frutti che la palma da cocco ha dato.
il rituale prevedeva, oltre alle polveri colorate e gli incensi l’offerta di un pollo, o del suo sangue..
il poveretto è stato sgozzato dopo aver agitato la testa per la troppa acqua versatagli sopra e il suo sangue versato sulle radici della pianta.
ho voluto assistere al rito completo..di vedere queste cose non capita certo tutti i giorni!

come non capita tutti i giorni che David cucini..sopratutto…apposta per te!
gli ho chiesto di preparare insieme il chapatti, perché non posso tornare in Italia senza aver imparato..e allora lui si è offerto di prepararlo oggi..ma ha fatto tutto da solo!
il chapatti e il curry con lo zenzero che mi piace un sacco..anche Bettina ha gradito!


nel pomeriggio abbiamo aperto la scatola arrivata dalla Spagna..
lenzuola asciugamani pigiami cioccolati la piastra per i capelli..
si, sembra l’unico modo per uccidere istantaneamente i pidocchi!

martedì 5 aprile 2011

ci siamo. (29 marzo)

domani arrivano. Elisa e Bettina, con D.
Bettina è la volontaria che stavamo aspettando, svizzera. credo dal cantone tedesco.

e con loro arriverà anche la scatola che hanno mandato dalla Spagna.
tanto. tutto insieme.

sono un po’ in ansia, dovrei essere ottimista visto come sono andate le cose con L. ma forse è proprio per questo. sono convinta che nessuno sarà come lei..con tutti i suoi i difetti ma pur sempre lei.
avevamo già stabilito dei contatti prima che io arrivassi e al mio arrivo e l’incontro è bastato a rompere il ghiaccio.
non voglio pensare troppo a quel che succederà domani, non voglio auto-condizionarmi. e non dovrò aspettare tanto, arriveranno di mattina così avremo anche qualche ora prima che i bambini tornino da scuola; anche se spero di poterne approfittare per parlare con D. ed E. e depennare tutti i punti della mia lista.

28 marzo

oggi è lunedì, a me il lunedì non piace.
non porta mai niente di buono.
come mi aspettavo nessuno si è fatto vedere.
forse la volontaria si è persa tra uno scalo e l’altro?
ho smesso di credere a tutto quello che mi dicono.

il lunedì c’è il mercato; la “passeggiata” sotto i quarantacinque gradi del Tamil Nadu estivo non è certo qualcosa che fai per distrarti un po’.
un bagno di sudore e i gelati semi squagliati. ma siamo arrivate in tempo per salvarli!
piccole coppette, davvero piccole, alla vaniglia che fanno spuntare il sorriso da un orecchio all’altro..
le coppette della felicità!