ascoltavo su youtube una versione della poesia Itaca, un poesia che mi accompagna fin dall’inizio di questa incredibile avventura. anzi da prima.
da quelli che sono stati i giorni in cui davvero ho capito quanto fosse forte la voglia di partire.
giorni in cui ho capito quanto volevo che la strada fosse lunga, infinita e che mi permettesse di portare a casa tante merci.
giorni in cui il mio pensiero si è innalzato e il sentimento, fermatosi, ha iniziato a guidare il mio corpo ma soprattutto il mio spirito.
sono passati più di quattro mesi da quei giorni, ma li tengo stretti. sono preziosi.
il primo giorno di vacanza..ricordo ancora i miei, se ci penso.
Shalini è andata via, il papà è venuto a prenderla.
domani Prabhu, domenica Roseline.
un po’ mi intristisce vederli andare via senza sapere se farò in tempo a rivederli, ma i loro sorrisi, la gioia con cui mi dicono che tornano a casa sono più che sufficienti per non pensarci ed essere felice per loro.
ci salutiamo come se io rimanessi qui ad aspettarli, ed in effetti è così. è meglio pensare che ci rivedremo all’inizio della scuola così è più facile salutarli.
e pensare che stanno andando a casa mi rende meno triste che pensare che io sto andando via e li sto lasciando.
sono loro che vanno via.
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