lunedì 31 gennaio 2011

c’est la vie: tante ne conosci, altrettante ne saluti (17-18 gennaio)


mi è dispiaciuto che le nostre strade si siano divise, io B. e L. abbiamo preso il treno per il Kerala dirette a Cochin…Jamie e Charley hanno proseguito diretti ad Hampi..
non mi è dispiaciuto invece che non abbiamo trovato tre biglietti nella stessa carrozza..
ho dormito da sola ieri notte, ho avuto un po’ di tempo per pensare alle mie cose, per rimettermi al passo con le idee senza obbligatoriamente dover sostenere una conversazione che, per quanto piacevole, non mi lascia del tempo per godere della mia solitudine..
in effetti, da quando sono arrivata a Thoppur i momenti di solitudine si possono contare su poche dita..
la compagnia di L. è piacevole e con lei sto bene ma per come sono fatta io, a volte ho bisogno delle mia tranquillità.
oggi devo ringraziare la fortuna per essere riuscita a salire sul treno già in movimento..alla maniera indiana.
abbiamo dovuto aspettare la  fermata successiva per scendere e trovare ognuno la propria carrozza.
tutti già dormivano e mi hanno permesso di accendere la luce solo per raggiungere il mio letto, quello più in alto. non sono riuscita a prendere sonno subito e un po’ di musica mi ha fatto compagnia..
poche ore di sonno..i treni si riempiono di gente chiassosa sin dalla mattina presto..sei, sei e mezzo..
una volta sveglia stare appollaiata su quel letto così in alto non è più divertente..quindi sono scesa e mi sono seduta accanto ai miei coinquilini notturni che, ovviamente, hanno subito iniziato a farmi domande e offrirmi cose..qui è così..si fanno i fatti tuoi ma per ricambiare ti cedono il loro cibo! si crea una sorta di familiarità..in  Italia non potrei mai tollerarlo, ma qui è divertente quando non esagerano..in fondo loro sono fatti così e qualche volta è divertente dire qualche piccola bugia..
(non concepiscono che possa portare gli anelli ai piedi solo perché mi piacciono quindi per non stare a discutere dico direttamente che sono sposata..ho letto che talvolta è anche un modo per stare più sicura..se sei sposata non ti infastidiscono..).
a mattinata inoltrata non avevano più niente da chiedermi  e ho raggiunto L. e B. nella loro carrozza..il tempo che ho passato da sola mi ha ricaricato..di pazienza!
abbiamo trascorso il resto del tragitto ridendo e facendoci le smorfie come tre ragazzine..e controllando nella lonely quale potrebbe essere l’ultima tappa prima di rientrare a Thoppur..forse un parco nazionale.
ad un salto nel vuoto per prendere il treno non poteva non seguire un salto nel vuoto per scendere..i treni si fermano pochissimi minuti in stazione e devi essere preparato da prima, ma figurati se “noi” lo eravamo! abbiamo incontrato il viso chiaro e i capelli biondissimi di Fia, la ragazza che avevo intravisto ieri..sembra automatico, se vedi qualcuno che evidentemente proviene dall’Ovest ti ci fermi a parlare..e così ora io condivido la stanza con lei..ventottenne svedese che lavora nei servizi sociali..un altro posto in cui andare..carino avere qualcuno proprio a Stoccolma!!!! sto collezionando ospitalità in giro per il mondo, mi piace! (ovviamente altrettanta ne sto offrendo!)
abbiamo preso due stanze doppie per un prezzo davvero ottimo in un posto, tra l’altro, carino e pulito.
una doccia qualcosa da mangiare e si è fatto troppo tardi per la parata degli elefanti di cui abbiamo visto solo la parte finale nello spiazzo..ma d’altronde noi non siamo venute a Ernakulam per il festival degli elefanti!
(la mia pazienza sta chiedendo indietro la spina della corrente..sono davvero poco paziente io? a volte mi rendo conto che esagero ma altre volte….)
sarà anche che non sto bene, sto bevendo poca acqua e qui c’è troppo caldo..dopo una breve passeggiata sono tornata in albergo, sentivo di non avere forze.
ma l’indomani ho fatto in tempo a recuperarle abbondantemente visto che, ancora una volta, ho cazzeggiato aspettando..Fia è stata più furba di me ed è uscita per conto suo e ci siamo incontrate direttamente a Fort Cochin..
abbiamo finalmente capito come è strutturato questo posto..tra Ernakulam Cochin e Matancherry non si capiva cosa fosse dove..
Ernakulam è la città, che sembra anche abbastanza grande..ed è dove stiamo noi e dove si svolge il festival.
Cochin è una Carloforte indiana, cioè una parte di una piccola isola abitata da indiani ma con molti resort per i turisti..Matancherry è un’altra parte della stessa isola..
il traghetto fa due diverse fermate sull’isola, una per ogni località.

la parte più  suggestiva di Fort Cochin sono le reti da pesca cinesi; non ho capito perché si chiamino cinesi ma sono davvero particolari..due volte al giorno le tirano su e nel giro di pochi minuti si allestisce il mercato a due passi dal mare..calamari giganti, squaletti, scampi, pesci di tutte le dimensioni e colori..ho visto anche cozze!

io e Fia ci siamo stancate di tutte le bancarelle lungomare che ti ripropongono in colori diversi gli stessi “ali babà “ e le stesse borsettine e abbiamo accelerato il passo per andare alla ricerca di una chiesa..credo fosse luterana, quindi in legno e completamente vuota..favorendo la dispersione dell’eco di quegli italiani cafoni che urlano e che si fanno riconoscere da chiunque..
Costa Crociere..centocinquanta italiani tutti insieme…AIUTO! è stato un trauma..tanti, troppi tutti insieme..
sono scappata abbastanza in fretta, ma ho fatto in tempo a farmi quattro risate per un indiano che chiedeva dieci dollari per una sciarpa che io ho comprato per poco più di un euro!

abbiamo trovato un posto in semi-ombra per aspettare le due lumache e poi siamo andate a cercare un posto per pranzare..posti bellissimi..tutti circondati da cortili..o a bordo piscina..ma estremamente costosi..abbiamo optato per un posto più modesto ma comunque grazioso..e abbiamo mangiato bene, senza lasciare una briciola nel piatto…

siamo tornate verso le reti cinesi e siamo capitate proprio nel momento in cui le tiravano fuori dall’acqua..tre persone per ogni rete! credo che il loro funzionamento si basi sui pesi..spostando dei pesi e facendo leva sulla struttura “portante” la reti si abbassano o si sollevano..elementare ma ingegnoso e pratico.
una delle ragazze tedesche ci ha parlato di un negozio gestito da cooperativa che devolve il ricavato delle vendite ai due orfanotrofi che dirige..quindi abbiamo fatto un salto lì..
un sacco di cose carine e per una buona causa..
ho preso delle cosine..tra le quali delle piccole bamboline e cuori-spilla di tessuto fatte da donne vittime dello tsunami.
di ritorno ho lasciato le ragazze per fare un salto all’internet cafè e quando sono rientrata mi aspettavano, per cena, quattro tortine meravigliose..ma non troppo buone..di quelle che l’aspetto inganna! specialmente la cheesecake al mango..I Miss Cheesecake..
quando ci penso mi mancano un sacco di cose..ma fondamentalmente non c’è niente che mi manchi tanto da desiderarla profondamente..mi aspettavo peggio, forse in un altro paese europeo avrei sofferto di più!
durante “la cena” si è aperta una discussione con L., sempre per via dei ritardi, ma non ho volutamente dato seguito alla discussione per via della presenza di Fia..non mi è sembrato carino discutere davanti a lei.
ma credo che prima o poi, presto, la discussione salterà fuori di nuovo.
oggi è bastato niente per farla scoppiare..una cosa che ho detto è stata fraintesa. ma non penso se la legheranno al dito, io no sicuramente!
domani andiamo ad Allapuzah per affittare una house-boat e trascorrere 24 ore nelle backwaters, le acque interne del Kerala che rendono quella zona molto simile alla nostra Venezia..per arrivare in tempo domani dovremo lasciare l’albergo verso le 8..ma molto leggere perché ci portiamo appresso solo il necessario: al nostro rientro passeremo un’altra notte in questo albergo e ci tengono gli zaini!
abbiamo trovato dei pacchetti qui a Ernakulam ma per 24h chiedono tremila rupie a persona e la barca che arriva ti prendi..quindi abbiamo deciso di andare direttamente dove le barche stanno ormeggiate, cercare la barca e controllarla di persona, con la possibilità di contrattare il prezzo..abbiamo idea di spendere una trentina di euro a testa più o meno.
l’ultima tappa prevista del nostro viaggio..decideremo nei prossimi giorni quale tra le proposte è la migliore!

venerdì 21 gennaio 2011

Palolem, Lucrecia Bettina Jamie Charley and me (13-16 gennaio)



Welcome to the paradise!!!

non so dire se sia meglio di Vagator o no. è, semplicemente, diverso.
più tranquillo, meno party più relax
ma a quanto pare c’è da divertirsi ugualmente!

stamattina non è proprio iniziata al meglio..un’altra volta per gli orari..
ma chissene..qui sembra di stare nel mezzo del nulla..

siamo state in una spiaggetta raggiungibile solo attraversando un tratto di mare
quindi in barca o cercando di passare dove l’acqua non è troppo alta..
ma perché spendere soldi quando è possibile farla a piedi??
possibilmente senza cadere nei buchi profondi come la sottoscritta..
ho inzuppato la maglia e il fondo dello zaino e mi sono tagliata un piede, ma taglietti di quelli fastidiosi non profondi (per fortuna nello zaino c’erano solo la lonely e il mio libro che al sole sono asciugati in fretta..rimarranno un po’ segnati ma in fondo qualche volta un libro vissuto ha il suo fascino!).
scoprirò più tardi che a causa del gioco delle maree, in conseguenza della luna crescente, l’acqua diventa più profonda e attraversare è più complicato..(ho inseguito due ragazzi che intraprendevano una strada alternativa attraverso le rocce!)
casualità ha voluto che rincontrassimo Avi, il ragazzo israeliano che B. ha conosciuto in aeroporto..si sono dati appuntamento per vedersi ma lei non l’ha trovato e nei giorni successivi lui è stato molto vago..mah!

osservavamo un ragazzo che camminava avanti e indietro in un metro e mezzo di spiaggia ma con passi cortissimi e, soprattutto, lentissimi..L. e B. hanno poi scoperto che è un esercizio che fa  parte di un percorso di meditazione di 10 giorni che questo ragazzo sta facendo con un uomo, (un guru?), che vive da trent’anni in minuscolo villaggetto che si è costruito dietro la spiaggia, 10 posti letto in totale, dentro un passaggio stretto tra due rocce enormi.
io e L. qualche giorno dopo siamo entrate a dare uno sguardo..un posto meraviglioso..pacifico.
quest’uomo, che vive con un costume di tessuto arancione che ricorda parecchio quelli indigeni (copri l’indispensabile), ci ha spiegato che oltre di meditazione si occupa anche di curare depressioni complessi fobie.
potrebbe essere interessante cercare di curare la mia fobia per i serpenti..ha detto che solitamente tre sedute in tre giorni sono sufficienti..rimane qui fino a tutto marzo compreso..
(si sposta per i monsoni)
..lo tengo a mente come possibile progetto..

mi ha raccontato che un ragazzo con la stessa fobia stava meditando e, quando gli è passato un serpente davanti, la fobia se n’è andata col serpente..

potrebbe sembrare davvero ridicolo, ma inizio a pensare che la meditazione possa essere d’aiuto per grandi cose se davvero si prende in considerazione quello che la meditazione rappresenta per chi la pratica o, ancora di più, la insegna.
a proposito di questo desidero trarre qualche riferimento dal libro che sto leggendo.

l’origine del termine guru è di origine indiana e il significato etimologico è quello di pesante…pesante in quanto importante spiritualmente. il prestigio del guru è in India, assoluto. il discepolo va a cercare un guru perché sente che la sua condizione spirituale non è soddisfacente e le proprie aspettative spirituali guidano la scelta del guru. diverse tappe segnano la ricerca e il raggiungimento di una condizione spirituale soddisfacente; prima fra esse l’iniziazione, durante la quale il discepolo riceve da parte del guru il suo mantra, cioè i versetti che orienteranno la sua ricerca. si crea qui un rapporto di assoluta devozione e il discepolo ha il compito di interiorizzare e realizzare i contenuti del mantra. l’aspetto interessante, a mio parere, è che una volta interiorizzato l’insegnamento del maestro, si scopre che in realtà il maestro non fuori non è la figura visibile, quella che serve da stimolo, ma è dentro di sé; dentro ogni discepolo.

credo che Palolem potrebbe essere il posto giusto per imparare a meditare..
pochi fastidio dettati dall’uomo..
le onde sono la ninnananna di ogni giorno.
un pasto che, quasi, esiste solo per sei mesi all’anno..
tutte le palafitte costruite sulla sabbia per la stagione vengono smontate prima che i monsoni portino le piogge
e sembra che la luce non vada mai via..quando il sole tramonta la luce rimane..
è indescrivibile..
quando inizia il tramonto il cielo inizia a cambiare colore..
arancio intenso intenso intenso, sempre più intenso ancora più intenso
il sole tramonta nel giro di pochi minuti..
(con un scatto multiplo della digitale puoi fotografare quasi tutto il tramonto..)
e il colore del cielo impallidisce all’improvviso, diventando rosa pallido
ma la luce rimane viva, intensa mettendo in evidenza la presenza della luna
pian piano, infatti si è fatta avanti senza chiedere il permesso al disco giallo che, vedendola arrivare scappa..
senza dubbio, la Sardegna offre tramonti altrettanto meravigliosi per la bellezza dei luoghi che li accoglie
ma una palma che, inclinata sulla spiaggia, arriva quasi a toccarla rende tutto diverso..

forse il mio stato d’animo contribuisce a rendere ogni tramonto qui più sereno, non malinconico, forse perché senza ricordi..l’assenza di luoghi familiari rende più facile superare tutto..senza certo dimenticare ma riportando alla memoria solo una selezione, involontaria suppongo, di fatti e persone.


dai sorrisi dei bambini che mi trasmettono serenità, alla conseguenza del mio essere con gli altri..
rimango la timida riservata che sono sempre stata, ma con una punta spirito di iniziativa in più(?!) o forse solo il fatto di essere sola che mi rende così, per necessità!

queste riflessioni sono portate avanti anche grazie alle persone nuove che sto conoscendo..alle domande che mi pongono alle osservazioni che mi rivolgono..
alcune più di altre..caratteri, situazioni compatibilità cambiano molto le cose..

questo è stato messo palesemente in evidenza dall’arrivo di Charley e Jamie, il giorno dopo il nostro.
per quel che mi riguarda una compagnia perfetta..          
ci sono i momenti per parlare e i momenti che ognuno prende per sé anche se si è insieme
leggere un libro ascoltare della musica o semplicemente chiudere gli occhi e stare in silenzio, senza nessuno che ti faccia ronzare le proprie parole nel cervello.
loro sembrano perfetti per viaggiare insieme, e forse questo è dettato da una convivenza di successo, che senz’altro è una prova di non poco conto!
(vivono insieme a casa di Jamie, a Brighton)
ognuno i suoi tempi e i suoi spazi..una buona politica per vivere insieme senza troppi fastidi..

la loro presenza mi ha resa un po’ più paziente nei confronti di L. che parla parla parla..ma ora ha qualcun altro con cui parlare..Jamie! C. non mi sembra tanto paziente nei suoi confronti..
un giorno mi ha detto, è tanto dolce ma parla troppo per i miei gusti!
e troppo velocemente..mantiene il suo accento spagnolo che aumenta la velocità di parlata!
la poca pazienza di C. mi ha permesso di riuscire a parlare con lui più di quanto non faccia con le altre persone affrontando anche argomenti personali. con J., invece pochi scambi di battute, argomenti di gruppo e circostanza..era concentrato su B.

insieme abbiamo cenato sulla spiaggia in totale relax sui lettini o i puff, grandi abbastanza per potertici sdraiare.
gin tonic, molto tonic e poco gin, sottofondi musicali che mi riportavano alla mente mio padre, insieme al gin tonic!
un giro in moto per i dintorni di Palolem..
io e C. ci siamo fatti un giro anche l’ultimo giorno, in spiaggia il sole era troppo forte e ne abbiamo approfittato per andare a vedere Agonda, un’altra località nelle vicinanze..
una chiacchierata all’ombra di un chiosco, ho scoperto che oltre a suonare, la musica la produce..ha un etichetta insieme a dei suoi amici. mi ha fatto sentire un po’ di musica..quanta ce n’è da scoprire continuamente!
abbiamo chiacchierato del più e del meno..mi ha chiesto dei mie progetti per il futuro, ha cercato di insegnarmi un po’ di slang e ha detto che il mio inglese è migliorato..
(in appena tre, quattro giorni?!..l’influenza puramente britannica!!)
sulla strada abbia intravisto un ponte e, incuriositi, siamo andati a vedere dove portasse…
qualche chiosco su una spiaggia semideserta, qualche capanna e nient’altro..
è qui che voglio tornare in vacanza..
ma più preparata, due magliette nello zaino e un costume da bagno, davvero lo stretto indispensabile.
ecco un’altra cosa che sto imparando sulle mie spalle..non che abbia venti chili nello zaino ma avrei potuto viaggiare molto più leggera, più agevole..
essere più essenziale..cosa che forse ho dimenticato in questi ultimi anni..
d’altronde la natura ci offre tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno..a me, che sono fortunata, l’ha offerto.
e con uno zaino grande quanto il mio ci si viaggia in tre!

se dovessi fare un bilancio di questi giorni a Palolem, forse ci metterei un po’ di tante cose che ho notato in queste tre settimane che ho passato in giro..stiamo arrivando alla fine di questo viaggio, non di quello spirituale, e inizio a pensare a com’è andato, a cosa mi ha trasmesso..a cosa ho trasmesso io alle persone che ho incontrato e cosa ho imparato..
da questo punto di vista Palolem è stata una tappa importante di questo viaggio: abbastanza avanti nel percorso da permettermi di affrontare determinate riflessioni ma ancora sufficientemente distante dalla fine da permettermi di godere a pieno del mio spirito in vacanza.


martedì 18 gennaio 2011

next stop: South Goa (12 gennaio)


chiusi i bagagli ci siamo incamminate verso il grande famosissimo mercato delle pulci del mercoledì ad Anjuna Beach, dove abbiamo fatto capodanno
peccato che non sapessimo di dover fare qualche chilometro a piedi..
sotto il sole cocente di Gennaio (35 gradi!)!

siamo state in giro per il mercato quattro ore abbondanti e credo di non essere arrivata ad un terzo..
ma le cose, credo, sono sempre le stesse..
cavigliere di metallo (ma loro i assicurano che sono “mix silver” o “german silver”)
pantaloni ali-babà
quaderni per appunti in pelle
borse e accessori vari

niente da togliere i fiato..

ma ovviamente non ho resistito e ho svuotato il mio portamonete rosa..

ma niente abbigliamento..
(solo una maglia che cercavo uguale alla sciarpa-pareo che ho)
stampi da usare con l’henné
the
spezie
qualche pensierino da mandare a casa
credo che manderò un pacco a questo punto..il problema è che da Thoppur quasi sicuramente non arriva..
da Bangalore è più sicuro..magari chiedo la cortesia a Douglas o il giorno che Betty riparte vado con loro..

cariche di buste e bustine, dopo l’esperienza dell’andata abbiamo presi un autorickshaw per tornare indietro e il taxi per andare a Palolem ci stava aspettando..

abbiamo ringraziato infinite volte il proprietario del Fusion per la cortesia e la cena e per averci tenuto gli zaini tutto il giorno e ci siamo sistemate nel nostro più comodo mezzo di trasporto, finora.

io davanti.

l’autista ci ha subito ricordato che dovevamo fare sosta nei due negozi…
guardare
fare finta di essere interessate
di essere appena arrivate e magari che saremo tornate nei prossimi giorni..
il primo negozio oltre ad essere caro come il fuoco non aveva grandi meraviglie da offrire..giusto qualche tessuto, ma per il resto molta anticaglia di cattivo gusto
il secondo, invece era sempre carissimo ma vendeva cose più interessanti..
ovviamente, nessuna di noi ha comprato niente.
nel secondo negozio il commesso ha insistito per insegnarci a mettere il sari..ora non mi resta che comprarlo!

il viaggio è stato lungo e alla fine ci siamo addormentate tutte..un po’ a rotazione credo ma quando io mi sono svegliata eravamo a Palolem!
non abbiamo fatto in tempo ad aprire la portiera della macchina che ci hanno assalite..
room room room room room 700 rps! la mia 500! la mia ha vista sulla spiaggia!

datemi un minuto per svegliarmi!!!!!!!!!!!!!!!!!
siamo andate a vedere una stanza,
io e B. ci siamo scambiate uno sguardo che parlava da solo
NO!
non possiamo dividere un letto a una piazza e mezzo in tre! per quanto economica sia preferisco spendere un euro in più a notte (un euro da dividere in tre) e dormire “comoda”!!
siamo andate in un altro posto
abbiamo dovuto aspettare un po’ che arrivasse la fidanzata del proprietario, svizzera
abbiamo visto una stanza per 300 rps, 5 euro, un materasso a terra e ne avremo dovuto aggiungere un altro..da dividere..
il fatto è che L. voleva trovare un posto da spendere poco e starci solo una notte..e cambiare domani

ma,a 6,50 euro a notte ci ha dato un letto matrimoniale e un materasso a terra con il bagno per conto nostro e le pareti di un bel rosa! quindi credo rimarremo qui le quattro notti (round cube).

è un posto carino, passando dalla spiaggia si prende un viottolo per poche centinaia di metri e in una piazzetta, di sabbia, ci sono una decina di palafitte ognuna con un nome diverso
la nostra è Truth, verità.
ci sono un sacco di maiali..piccoli per lo più e nessuno delle dimensioni delle nostre scrofe..credo che sia una diversa razza, rimangono più piccoli anche quelli adulti.
sono carucci!

ci siamo sistemate e siamo andate a comprare qualcosa da mangiare ma niente di che un gelato e qualcosa per la colazione di domani..

e…lato sinistro del letto (è spettato a me e B. visto che a Mumbai abbiamo dormito sul pavimento e L. sul letto)..B. ha scelto il lato..come tutto..

a volte è come una bambina..”io preferisco questo ma io voglio quello..” oppure “non lo so, forse..o forse no..no…anzi sisisisisisisisi” …”ho sete..ma ho finito l’acqua”..( e certo se ne compri un litro per volta ma ne bevi tre ogni ora!!!!!!)

com’è la pubblicità della sambuca molinari?!

però a volte ci facciamo delle belle risate..tutt’e tre insieme!
quindi diciamo che evito di fare discussioni..oramai siamo anche a più di metà del nostro viaggio..non la devo sopportare troppo a lungo!

eh si..stiamo per volgere al termine..ancora 12 giorni che quasi sicuramente voleranno in un batter d’ali di farfalla..(l’India è piena di bellissime farfalle)
sono contenta di tornare dai ragazzi, in effetti o avuto così poco tempo per stare con loro che ho un sacco di cose da imparare e fare..per non parlare dei progetti di tutte le cose che ci sono da comprare…L. ha già raccolto un bel po’ di soldi..magari riusciremo a comprare anche un po’ di buon cibo!!!
allo stesso tempo girare, vedere un sacco di posti nuovi, conoscere tante persone..questo mi mancherà tornata a Thoppur..ma alla fine sono qui per un motivo preciso e penso che non mi mancheranno le occasioni per spostarmi ancora (devo farmi un calcolo esatto dei giorni che ho preso e quelli che mi rimangono!)

che dire..spenderò i prossimi 4 giorni a cercare di diventare ancora più scura in modo che a giugno non mi troviate sciupata come un cadavere!!

giovedì 13 gennaio 2011

why not? (11 gennaio)




sono andata in spiaggia da sola oggi, le ragazze mi hanno raggiunta con calma e poi ci siamo spostate perché B. voleva l’ombrellone.
prima che ci spostassimo due tipi indiani si sono posizionati sulle rocce davanti a noi e ci fissavano..
(come fanno la maggior parte, ma più insistentemente e credo che ad un certo punto ci abbiano fatto delle foto col telefono)..L. si è avvicinata e gli ha chiesto di spostarsi..e uno di questi stava facendo un po’ di storie…poi con un fare molto vago si è spostato e quando son rimasta sola è tornato ma io mi sono coperta e se n’è andato!

Charley e Jamie..
i due musicisti…Jamie suona in un gruppo molto conosciuto in UK (Scouting for Girls), Charley suona e canta nei “Black Sheeps” con uno dei Verve e uno dei Coldplay..
è uno scherzo??
mi ha fatto sentire delle canzoni..in una effettivamente c’era parecchio dei Verve ma non è ancora finita..l’altra, dove lui canta..mi ha riportato alla mente gli Oasis..(non che li avessi dimenticati..)
un bel pezzo, proverò a cercarli su youtube..
lui molto english style..artista trasandato di proposito, un bruttino affascinante
ma con molti argomenti!
abbiamo fatto l’aperitivo insieme e poi abbiamo cenato insieme nel posto dove stiamo e noi abbiamo approfittato della nostra cena free..
(approfittato nel vero senso della parola..a me non sembrava vero quando sul menu ho letto filetto di manzo arrosto!!! L. e B. hanno preso il pesce che io ho mangiato qualche sera fa, ma il mio era più buono..il loro era troppo condito!)

siamo stati insieme e abbiamo continuato a parlare finché per loro non si è fatta ora di andare..
(mi hanno regalato un po’ di tabacco, visto che qui è preziosissimo!!)
…e forse c’incontreremo a Palolem dove noi andremo domani..

siamo state bene ci siamo fatte un sacco di risate e ho bevuto uno dei peggiori Bloody Mary della mia vita

why not?!

riflessioni, parte II (10 gennaio)



                      
il viso e la parte del busto abbronzatissimi
una bellissima giornata in spiaggia..la temperatura ideale: caldo ma con il vento giusto per stemperare
siamo state sui lettini..qui sono gratuiti se mangi nello stesso locale..(bella idea)
il pranzo non tanto gustoso, ma non mi lamento di quello che ho
non che mi manchi qualcosa ma apprezzo ogni singola fetta di pane che mangio
e cerco di non buttare o lasciare nulla
ma a parte questo mio lato, ne ho anche io uno “consumistico”.
la novità di oggi sono l’henné ai piedi e le mani e le cavigliere tipiche delle donne indiane
(vorrei comprare quelle in argento ma forse me le procura una delle ragazze di OCH, comprarle per strada è rischioso, per il prezzo e per la sicurezza che sia vero argento)
abbiamo cambiato spiaggia..oggi siamo state ad Arambol; ma Vagator è più bella quindi domani staremo qui!
anche perché raggiungere le altre spiagge è piuttosto costoso..la pazzia è che non ci sono autobus diretti da qui..è come se per andare dalla maddalena spiaggia a pula si dovesse tornare prima a cagliari!
stamattina, infatti, abbiamo preso un taxi, che è sicuramente più caro dell’autobus ma abbiamo risparmiato tempo visto che Arambol è sulla stessa costa e non siamo dovute tornare a Mupsa..
soprattutto per l’orario visto che siamo uscite tardi.
a proposito di questo stamattina abbiamo deciso di prefissarci un orario per uscire e ognuna si mette la sveglia a seconda delle proprie necessità di tempi di preparazione perché non è corretto che chi è pronto aspetti gli altri..
ciò che è successo stamattina..io e L. ci siamo svegliate prima e quando B. si è alzata si è messa a fare cose, per me, del tutto senza senso..ma che, se vuole fare, può fare anticipando i tempi di sveglia!

abbiamo concordato con il tassista di stamattina un prezzo di mille rupie e un giro in due negozi (ogni tassista prende una somma di denaro per le persone che portano nei negozi con cui hanno la convenzione) per portarci da qui a Palolem, in south goa..per evitare un viaggio lungo e cambiare cinque autobus..

in spiaggia c’era un ragazzo, forse un uomo ma non sopra i 35 portati molto bene, con una bimba malata..non so di cosa, ma sicuramente con disabilità sia fisiche che mentali.
non so perché hanno attirato così tanto la mia attenzione, ma inizialmente ho provato un po’ di tristezza..
in un secondo momento, invece, ammirazione..non è da tutti affrontare un viaggio, e tutto ciò che comporta, con una persona totalmente dipendente da te; anche per bere un succo di frutta..
lui era un po’ segnato ma sembrava disteso quasi sereno..
a volte guardo le persone e cerco d’interpretarle..mi ha sempre incuriosito moltissimo cercare di capire le persone senza sentirle parlare, senza conoscerle..ma, forse, non sono mai stata brava nel farlo
spesso mi è capitato di avere delle opinioni che si sono rivelate del tutto sbagliate,
più spesso mi è capitato che si rivelassero tali che non vere..
ma la vita è fatta anche di questo. l’importante è essere pronti, non farsi cogliere alla sprovvista e imparare a non dare peso a chi non lo merita.

a fine serata, poco prima di andar via abbiamo conosciuto due ragazzi inglesi, di Brighton, due musicisti..
molto simpatici e dio quanto è pazzesco il loro accento così impeccabilmente britannico!!
ci siamo scambiati i numeri, forse domani ci raggiungeranno in spiaggia dove stiamo noi..

ho continuato un po’ nella lettura del mio libro..si sta facendo sempre più interessante.

“un uomo semplice, semianalfabeta di nome Nisargadatta un giorno pensò di abbandonare tutto con l’intenzione di diventare un rinunziante. s’incammina verso l’Himalaya ma poi, con un ripensamento, torna indietro; riprende moglie e figli e arrotolamento di sigarette. perché a verità della sua esperienza, la sua verità, non stava né sull’Himalaya né in nessun altro posto, stava dove lui era. ha quindi lasciato che la pratica della sua vita scorresse come prima. quando qualcuno gli chiedeva cosa lo rendesse così distaccato, rispondeva: niente di particolare. ho avuto fede nel mio guru. mi ha detto che non sono altro che me stesso e gli ho creduto. avendogli dato fiducia, mi sono comportato di conseguenza e ho smesso di occuparmi di ciò che non era né me stesso né mio.”

una giornata per me: riflessioni (9 gennaio)



una delle poche, forse la prima da quando sono qui
e non per particolari cose che ho fatto, ma per i miei pensieri

inizio a sentire un po’ di crescita in me
ma partiamo dal principio

mi sono concessa una ottima cena oggi,                                                              
siamo tornate a Goa, quindi perché non mangiare del pesce (?!)
calamari fritti
pesce spada alla griglia
e un bicchiere di vino bianco

ma questo non è il principio..

la mia buona giornata è iniziata ieri, quando la 2AC class ci ha accolte in un’atmosfera quasi snob
per l’India..
gruppi di quattro cuccette per volta, con un po’ di privacy grazie ad una tenda che le separa dal corridoio del treno
un cuscino due lenzuola e una coperta in dotazione
un viaggio idilliaco, dopo l’ultimo in autobus
il mio sonno è stato talmente profondo, non solo il mio, che non abbiamo sentito la sveglia..
ma, per fortuna, la nostra fermata era un’ora e mezzo più tardi del previsto e così non l’abbiamo persa.

un buon sonno ti regala il buonumore, è vero

tra uno spostamento e l’altro siamo arrivate a Vagator all’ora di pranzo,
sull’autobus pensavo che, senza rendermene troppo conto, sto cambiando..
poco per volta ma, a pensarci, prendo le cose “con più filosofia”..probabilmente le cose che non succedono qui, perché l’impotenza mi ha resa consapevole del fatto che prendere a cuore, come ho sempre fatto, tutto e tutti così da lontano non è positivo per me che ora sono qui e no posso intervenire su quello che accade in Italia..
posso, e sono, vicina a tutti ma in modo più indipendente..forse inizio a stare bene con me stessa, da sola.

abbiamo trovato un posto carinissimo in cui stare, il Fusion, a Little Vagator a due passi dalla spiaggia per un prezzo equo..scontato perché siamo volontarie (qui sono così carini che hanno deciso di offrirci una cena, l’ultima sera..)
due fette di pane un po’ di formaggio e io e L. siamo andate in spiaggia; Betty non sta bene ed è rimasta in camera

la spiaggia è fantastica, un paradiso indiano
le palme, l’acqua pulita, pochissima gente
il pareo al posto dell’asciugamano

ho accettato di farmi fare la depilazione con il filo (cercatela su youtube se non sapete cos’è!) alle gambe le sopraciglia e i baffi e mettere lo smalto (non posso dimenticare di essere una donna..).
e mi sono goduta il pomeriggio in spiaggia e uno di tramonti più incantevoli che potessi desiderare..


dopo la doccia, fredda, mi sono seduta nella terrazzina della nostra stanza, dove sono ora, a leggere..
suggestioni indiane, un libro che non ha la pretesa di raccontarti tutto dell’India in poche centinaia di pagine ma, in piccoli paragrafi, raccoglie aneddoti che raccontano di credenze visioni e religioni.

mi sono vestite carina, più del solito, per sentirmi in sintonia con le cure che qualcuno ha avuto per il mio corpo oggi e siamo uscite..
è venuta anche B.

Little Vagator è una spiaggia costeggiata da una strada dove ci sono solo resort e qualche bancarella

in spiaggia era tutto chiuso così ci siamo fermate a mangiare all’Alcove Resort.
una terrazza sul mare,
lume di candela

ma B. e L. non stavano tanto bene e le ho convinte a precedermi in camera..
io avevo bisogno di finire la mia cena e il mio vino in totale relax, senza fretta..
(e non nego che mi metteva un po’ a disagio il fatto di aver ordinato pesce quando loro hanno mangiato un’insalata e una zuppa a causa dei loro malesseri, nonostante abbia condiviso con loro un po’ della mia cena)

sono così rimasta sola con un bicchiere di vino e una sigaretta, una di quelle buone fatta col mio tabacco

è impressionante quanto stando da sola i sensi siano sviluppati: la musica non copriva più il rumore delle onde, il profumo della candela che bruciava mi arrivava schietto, inconfondibile
è stato come se fossi sola in tutto il locale
ho ripreso la mia riflessione e miei pensieri mi hanno riportata al mio attuale benessere, sola.

sulla strada del rientro sentivo le gambe muoversi in un modo altalenante tanto i muscoli sono rilassati.

sono sicura che anche oggi il mio sonno sarà buono..

forse è una catena:

bisogna impegnarsi a concludere la propria giornata nel migliore dei modi per propiziare l’avvento di un’altra buona giornata!