ho capito quanto forte è il legame che mi stringe a queste piccole meravigliose personcine che mi circondano ogni giorno. molto forte. forte forte. di più.
mi sono sentita portare via un pezzo di cuoricino quando Elisa stamattina mi ha detto che sarei stata a casa di Douglas.
quando vedrò i bambini di nuovo? mi sono chiesta
in questi mesi ho condiviso con loro ogni singolo momento della loro giornata,
e vedermi separata da loro mi ha fatto un certo effetto anche se so che c’è chi si prende cura di loro. e Kalpana è lì.
ho incontrato Susannah a casa di D. e siamo state fuori insieme tutto il pomeriggio incontrando delle altre ragazze tra cui una di quelle che ho conosciuto durante il mid-camp.
dopo cena, il momento che tanto aspettavo, la chiacchierata con Sheela Douglas ed Elisa.
avevo già parlato con Sheela durante la cena quando eravamo sole e le ho spiegato i miei punti di vista cosicché durante la chiacchierata facesse da tramite tra le due parti.
Elisa non ha parlato molto, quasi nulla e non mi spiego il perché..o meglio, ora a cose chiarite me lo spiego.
lei stessa ha saputo del trasferimento immediato più o meno quando l’ho saputo io.
D. ha voluto trasferirci per problemi legati ad una denuncia che il proprietario della casa di Thoppur ha fatto nei suoi confronti, dichiarando che il personale di OCH, e quindi D. in quanto direttore e responsabile legale, non si prende cura dei bambini e chiedendo che il progetto fosse sottratto a D. e affidato a lui.
sono rimasta piuttosto sconcertata dalla cattiveria di questa persona che, evidentemente, non sa che a occuparsi di questi progetti non ci si guadagna un paise!
il nostro trasferimento comporta l’inizio di una causa che, finché noi eravamo lì, D. non si è sentito di intentare.
motivi come questo e altri, tra cui la ricerca di un nuovo posto in cui trasferirci, lo hanno impegnato più del solito e mi ha chiesto scusa per non essere venuto come promesso.
ma almeno le ricerche ci hanno fruttato un nuovo posto, un posto che dovrebbe essere nostro per un anno qui a Bangalore e dove ci trasferiremo questa settimana.
nel frattempo continueranno a cercare un posto da comprare o, è una possibilità, un pezzo di terra su cui costruire.
queste notizie mi hanno rassicurata, anche se certo quella della denuncia non è una buona notizia è comunque una spiegazione agli avvenimenti degli ultimi giorni in particolare e dell’ultimo mese in generale.
le notizie mi hanno rilassata a tal punto che ho sentito la stanchezza di una notte insonne arrivare tutta insieme senza poter opporre resistenza alla sua forza.
inizia la mia esperienza di Servizio Volontario Europeo in India e volendo, ma non potendo, portarvi con me vorrei condividere con voi quanto più mi è possibile!
mercoledì 4 maggio 2011
fuga da Thoppur (18 aprile)
dieci bambini dormono sul pavimento, nella stanza dei maschietti
i loro letti sono stati smontati, i materassi accatastati,
come tutte le nostre cose,
nella stanza delle bambine
uno dorme con le braccia incrociate sotto la testa come se stesse prendendo il sole
qualcuno è coperto fino alla testa con un asciugamano o un lenzuolo improvvisato
le bambine indossano i loro vestiti più belli, quelli che le fanno sembrare principesse,
piccole principesse
la mia camera è vuota, tutto ciò che rimane è una candela che mi fa compagnia
il rumore dei tasti echeggia mentre scrivo
e il mio zaino è qui accanto a me, pronto per la nuova avventura.
tra poche ore il treno ci porterà via da Thoppur per sempre, senza aver salutato nessuno.
senza essermi preparata a lasciare questo luogo che è diventata, ormai, la mia casa.
ma tutto accade per una ragione.
domani cercherò di scoprire qual’ è..
la rabbia iniziale scatenata al momento della notizia, datami dai bambini non da Douglas né da Elisa, e alimentata dall’assenza di Elisa che ha perso il treno per arrivare qui,si è placata e la ratio ha preso il suo posto.
aspetto domani con questo spirito anche grazie a chi mi ha ascoltata distratta e fatto sfogare.
i loro letti sono stati smontati, i materassi accatastati,
come tutte le nostre cose,
nella stanza delle bambine
uno dorme con le braccia incrociate sotto la testa come se stesse prendendo il sole
qualcuno è coperto fino alla testa con un asciugamano o un lenzuolo improvvisato
le bambine indossano i loro vestiti più belli, quelli che le fanno sembrare principesse,
piccole principesse
la mia camera è vuota, tutto ciò che rimane è una candela che mi fa compagnia
il rumore dei tasti echeggia mentre scrivo
e il mio zaino è qui accanto a me, pronto per la nuova avventura.
tra poche ore il treno ci porterà via da Thoppur per sempre, senza aver salutato nessuno.
senza essermi preparata a lasciare questo luogo che è diventata, ormai, la mia casa.
ma tutto accade per una ragione.
domani cercherò di scoprire qual’ è..
la rabbia iniziale scatenata al momento della notizia, datami dai bambini non da Douglas né da Elisa, e alimentata dall’assenza di Elisa che ha perso il treno per arrivare qui,si è placata e la ratio ha preso il suo posto.
aspetto domani con questo spirito anche grazie a chi mi ha ascoltata distratta e fatto sfogare.
parole parole parole (16-17 aprile)
ancora solo parole.
Sheela non si è presentata ieri, neanche una telefonata per dirmi che non sarebbe venuta.
ed Elisa? mi farcisce di tutte le cose che voglio sentirmi dire prima di mettermi al forno e cuocermi per bene nelle mia continue delusioni.
si, perché nonostante non creda più a nulla continuo a rimanere delusa. oltre a non rispettare me non rispettano i bambini, il lavoro che io faccio è per loro.
non credo che Elisa domani sarà qui, anche se ha già i biglietti. non finché non la vedo.
mancava Sathia, non venire per due giorni con una scusa inventata all’ultimo momento è proprio da lei..
Elisa non ha perso l’occasione di giustificarla dall’altra parte del filo dicendomi che tanto domani sarebbe arrivata lei a sistemare tutto.
ho preparato il letto per lei nell’ufficio, non si sa mai che davvero la veda spuntare all’improvviso..
ai suoi pasti ci penserà lei discutendone con Sathia.
spero che, se davvero sarà una settimana, qui con lei si sistemino le cose.
sono stanca di andare avanti ogni giorno grazie alle arrabbiature che mi prendo,
ho voglia di rilassarmi sapendo che ci sarà qualcun altro ad aiutarmi, e nel migliore dei modi.
ma questo non accadrà mai.
Sheela non si è presentata ieri, neanche una telefonata per dirmi che non sarebbe venuta.
ed Elisa? mi farcisce di tutte le cose che voglio sentirmi dire prima di mettermi al forno e cuocermi per bene nelle mia continue delusioni.
si, perché nonostante non creda più a nulla continuo a rimanere delusa. oltre a non rispettare me non rispettano i bambini, il lavoro che io faccio è per loro.
non credo che Elisa domani sarà qui, anche se ha già i biglietti. non finché non la vedo.
mancava Sathia, non venire per due giorni con una scusa inventata all’ultimo momento è proprio da lei..
Elisa non ha perso l’occasione di giustificarla dall’altra parte del filo dicendomi che tanto domani sarebbe arrivata lei a sistemare tutto.
ho preparato il letto per lei nell’ufficio, non si sa mai che davvero la veda spuntare all’improvviso..
ai suoi pasti ci penserà lei discutendone con Sathia.
spero che, se davvero sarà una settimana, qui con lei si sistemino le cose.
sono stanca di andare avanti ogni giorno grazie alle arrabbiature che mi prendo,
ho voglia di rilassarmi sapendo che ci sarà qualcun altro ad aiutarmi, e nel migliore dei modi.
ma questo non accadrà mai.
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