mercoledì 4 maggio 2011

fuga da Thoppur (18 aprile)

dieci bambini dormono sul pavimento, nella stanza dei maschietti
i loro letti sono stati smontati, i materassi accatastati,
come tutte le nostre cose,
nella stanza delle bambine

uno dorme con le braccia incrociate sotto la testa come se stesse prendendo il sole
qualcuno è coperto fino alla testa con un asciugamano o un lenzuolo improvvisato

le bambine indossano i loro vestiti più belli, quelli che le fanno sembrare principesse,
piccole principesse

la mia camera è vuota, tutto ciò che rimane è una candela che mi fa compagnia
il rumore dei tasti echeggia mentre scrivo
e il mio zaino è qui accanto a me, pronto per la nuova avventura.

tra poche ore il treno ci porterà via da Thoppur per sempre, senza aver salutato nessuno.

senza essermi preparata a lasciare questo luogo che è diventata, ormai, la mia casa.

ma tutto accade per una ragione.
domani cercherò di scoprire qual’ è..
la rabbia iniziale scatenata al momento della notizia, datami dai bambini non da Douglas né da Elisa, e alimentata dall’assenza di Elisa che ha perso il treno per arrivare qui,si è placata e la ratio ha preso il suo posto.
aspetto domani con questo spirito anche grazie a chi mi ha ascoltata distratta e fatto sfogare.

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