è già venerdì..
inizia il weekend, domani niente scuola..
L. ha comprato un gioco di società a Bangalore e abbiamo giocato un po’ con i bambini nel pomeriggio, dopo la merenda. ma forse è troppo difficile per loro..la prossima volta andrà meglio per tutti.
Sathia è decisamente serena con me, ma con L. no. forse sono entrambe troppo orgogliose o forse a nessuna di loro importa avere un rapporto, perché nessuna delle due ha fatto alcun passo verso l’altra.
stamattina siamo uscite per andare all’ufficio della compagnia telefonica perché vorremo installare internet qui..abbiamo portato tutti i documenti ma ancora nessuno si è fatto vedere e volevamo capire perché..
il problema sta nella bolletta del telefono..non hanno pagato l’ultima quindi dobbiamo tornare con la bolletta pagata e pagare per l’installazione e il primo mese..poi nel giro di un paio di giorni dovremo avere la connessione! ma non so se sarà abbastanza veloce da supportare skype..potremo almeno controllarci le mail e il resto..niente male!
sulla strada ho comprato quelle che pensavo fossero patate fresche fritte..in realtà ho scoperto che non sono patate..un altro tubero con la forma della carota ma bianco..
c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare..
abbiamo comprato anche delle arance..è così strano avere le arance con il caldo.. ma è così piacevole rinfrescarsi la bocca quando sono succose e saporite..quelle di Thoppur, però, non lo sono..
meglio accontentarsi delle banane!
dopo pranzo guardavo un po’ di foto..
matrimoni
concerti
vacanze
è stata proprio una bella estate quella passata,
e mi sono anche un pochino commossa guardandone alcune..
la prossima estate mi commuoverò guardando quelle dell’India, della Mia India..quella che mi rimarrà nel cuore per sempre e che, ora dopo solo due mesi, già non voglio più lasciare..e non voglio lasciare i miei bambini..so che vivranno allo stesso modo senza di me, ma in maniera un po’ egoistica penso che invece io non vivrò allo stesso modo.
non avrò più Sorauv da imboccare con la mia mano e non avrò più nessuno da sgridare per aver lasciato i propri vestiti nel secchio.
non dovrò più accontentarmi di un secchio d’acqua per farmi una doccia
forse, ancora, sprecherò troppa acqua e troppo gas per avere l’acqua calda..
ancora, sarò fortemente condizionata dalla società che prevale in Europa come qui sono condizionata da questa..
nel bene e nel male,
io che sono una persona adulta, cerco di sfruttare al meglio questa possibilità che mi è stata data di conoscere un altro modo di vivere..cercherò di combinare le due cose perché questa esperienza mi sta insegnando qualcosa,
almeno mi sta insegnando che si può vivere con molto meno di quello che realmente abbiamo,
almeno..
ma mi sta insegnando molto di più..sono già adulta, di età, ma questo mi sta preparando ad esserlo e, spero, a comportarmi da tale..più responsabilmente verso il mondo.
loro mi mancheranno da morire e non potrò farci nulla, ma resteranno nei miei pensieri e sognerò di rivederli ancora..magari più forti più sani anche grazie a lavoro che io sto facendo ora per loro.
egoisticamente ho bisogno di pensare che faccio la differenza nelle loro vite. almeno un po’.
e non solo perché lavo le pentole in cui è stato cucinato il loro pasto.
a volte mi fermo a guardarli..penso a quando saranno adolescenti e poi a quando andranno all’università, spero che tutti loro possano andarci, me li immagino con le loro cartelle ancora saltellare andando a lezione.
mi chiedo se resteranno uniti tra loro se, pensando al posto in cui sono cresciuti, si ricorderanno di noi se si sentiranno in imbarazzo o se, invece, capiranno di essere stati fortunati rispetto ad altri bambini che sono cresciuti per strada senza un letto in cui dormire o un piatto in cui mangiare
se educheranno i loro figli come noi cerchiamo di educare loro
mi faccio troppe domande, me le sono sempre fatte..su tutto e nonostante mi renda conto che in certi casi è inopportuno o, perfino, doloroso non posso farne a meno..
ci sono momenti in cui sento il bisogno di essere fortemente riflessiva, addirittura invento storie che spero si avverino..
ho delle storie anche per ognuno di loro..storie ben diverse da quelle che loro abitualmente leggono.
le mie, forse, sono favole..
la bambina che c’è in me sa che il principe azzurro non esiste, ma crede le favole, i sogni, possano avverarsi se ci si adopera per farli diventare realtà
una ragazza indiana può diventare una giocatrice di calcio, se lo desidera.
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