non so come in Tibet festeggino il capodanno ma a Bylakuppe non c’era il grande festival che ci aspettavamo!
la colonia tibetana è una comunità dentro Bylakuppe, in una parte separata della città.
un mondo a parte, diversi tratti fisionomici diversa lingua diverso abbigliamento
palpebre inesistenti occhi allungati pelle chiara
l’arancio e il rosso predominano tra i colori che svolazzano nelle strade lì intorno
ho scoperto che anche le donne possono darsi alla vita religiosa e diventare monache
all’interno del Golden Temple (in India sono due, l’altro andremo a visitarlo nei prossimi giorni ad Amritsar, in Punjab) è dove davvero si respira l’atmosfera di una cultura diversa..
soprattutto, di una religione diversa
l’offerta dei tessuti bianchi.
A chi?
Buddha non è un dio. nessuno lo prega. i buddisti meditano.
le preghiere stampate sulle bandiere colorate appese come a festa all’aperto tra i rami degli alberi.
chiacchierando e camminando abbiamo girato un po’ per la colonia,
stradine strette
deserte
conducono agli ingressi delle abitazioni che non stanno sulle strade principali.
tutte bianche
i collegi colorati di tinte forti vivaci.
per quanto non ci fosse alcun festival, dopo questo assaggio il Tibet mi chiama ancora più di prima!
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