giovedì 13 gennaio 2011

Mumbai….we are coming (2 gennaio)



 mai avrei immaginato di fare colazione ascoltando le note di Henry Mancini, la Pantera Rosa..
ma è successo..forse per lo stesso motivo per cui non sono capitata vicino al Tibet..

è arrivato il giorno di salutare tutti e proseguire per Mumbai..
un po’ sono dispiaciuta, iniziavo a trovarmi bene e parlavo con L. del fatto che il mio inglese si sta sciogliendo, è più fluido e un po’ più ricco di vocabolario..dopo un mese che sono qui..meno male!

Mumbai..
preferisco il vecchio nome, Bombay..perché l’hanno cambiato?!..
lo trovo così mistico, ricco di storia, di lontananza dal nostro mondo.
solo pronunciarne le sillabe mi fa sorridere,
provateci: la seconda sillaba, -bay, fa nascere un sorriso spontaneo sulle labbra per la mimica che la pronuncia richiede.
ed è un’emozione così grande pensare di essere sulla strada per una città di cui ho letto tanto; la Bombay inglese, soprattutto
mi immagino che qualcosa della Bombay coloniale sia rimasto!
qualcosa che ripaghi il pessimo viaggio che stiamo facendo..
ero convinta di trovare un autobus con il letto lussuoso e comodo, come il primo, ma non siamo state così fortunate..
autobus di Adamo ed Eva, la mia schiena sente ogni dosso e ogni buca (ricordatevi come sono le strade indiane)
siamo nel culo dell’autobus, dove sei cuccette sono separate a due a due da una tendina
alla mia destra, lato finestrino Lucrecia
alla mia sinistra un indiano, largo quattro volte me che regolarmente oltrepassa la sua parte e mi viene addosso
alla sua sinistra la famiglia, una delle due bambine non fa altro che chiamare la mamma

ed eravamo così ansiose di salire su questo fantastico autobus che ci siamo “organizzate” un anticipo di 3 ore..

Mumbai ripagami!!

quando ce ne siamo accorte ci siamo fermate a recuperare il pranzo al quale avevamo rinunciato pensando fosse tardi!
pizza! (la seconda migliore che abbia mai mangiato all’estero!)
birra…non c’è pizza senza birra!
e un “Hello to the Queen” (un dolce con gelato, biscotti cioccolato)

John. svedese. 58 anni. da tre passa l’inverno ad Anjuna
abbiamo chiacchierato un po’..ci ha raccontato del figlio sedicenne che non accetta questo trasferimento invernale..
che dire..a sedici anni non accetti tante cose..
chiacchierando, è saltato fuori che saremo tornate a Goa in meno di una settimana e ci ha invitate a stare a casa sua se vogliamo..
valuteremo..stiamo aspettando delle risposte dal couch surfing di Lucrecia
(è un sistema, online, in cui le persone registrate si accordano per ospitare, essere ospitate nelle case degli altri utenti o semplicemente incontrarsi per un caffè..prima di contattare qualcuno puoi consultare il suo profilo e decidere se proseguire o no..è un sistema piuttosto sicuro visto che ognuno lascia commenti e feedback!)

un nuovo modo di viaggiar spendendo meno! in tutto il mondo!!
(non mi hanno pagata per il mio sorriso smagliante!)

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