sabato 19 febbraio 2011

16 febbraio

Madre Natura fa del nostro corpo una macchina,
una macchina che sia fuoristrada o berlina a seconda delle prestazioni di cui abbiamo bisogno per vivere.
ci da la pelle scura se dobbiamo sopportare un sole particolarmente forte
il collo lungo se abbiamo bisogno di mangiare dalle parti più alte degli alberi
ci permette di cambiare il colore della pelle se, per difenderci, dobbiamo mimetizzarci.
alle donne indiane ha dato anche sporgenti e tendini delle caviglie particolarmente elastici.

guardavo Sathia stamattina..come tante volte ho visto altre donne..
hanno la capacità di sfiorare il pavimento con i glutei tenendo le piante dei piedi poggiate a terra e le loro anche possono sporgere tanto da permettere di poggiarci i contenitori che si usano per trasportare l’acqua. io resisto solo un paio di metri, dal rubinetto alla cucina e con un contenitore piccolo..
Sathia riesce a trasportare da sola i contenitori dove laviamo le stoviglie..
o, pensate a ciò che trasportano sulla testa…fasci di legna da ardere,
chilometri di strada
cesti di frutta e verdura dal e per il mercato.
hanno una forza fisica che proviene dalla forza di volontà, dal tipo di lavoro che devono fare
ed è anche per questo che invecchiano molto precocemente, oltre al fatto che la loro vita adulta inizia molto presto, più che per gli uomini.

la natura ha dotato loro e non noi di queste caratteristiche, un motivo ci sarà.


quando Sathia ha finito le sue faccende domestiche abbiamo dato inizio alle danze..
la cucina si è trasformata in una pista da ballo,
musica bolliwoodiana si è diffusa nelle vene, come nei muri di questa stanza così squallida, non fosse per i sorrisi gli occhi luminosi e la solarità delle persone che la popolano

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