giovedì 24 marzo 2011

Amritsar (9-10 marzo)

un viaggio lungo, forse il più lungo che abbiamo fatto finora..
ma sembra esserne valsa la pena..ci siamo già pentite di rimanere solo un giorno, perché l’atmosfera sembra incantevole.
già dal treno ci siamo rese conto di essere in Punjab..i turbanti spuntavano dai finestrini
di diverse forme e colori
alcuni più elaborati altri più semplici.

sul treno cercavo un po’ di notizie su Amritsar e ho letto sulla lonely che è possibile dormire e mangiare all’interno della struttura del tempio con gli altri pellegrini. abbiamo deciso di andare a vedere com’era e abbiamo trovato due letti, anche se non vicini. per i turisti c’è uno stanzone principale con i letti attaccati come fosse un materasso enorme e tre stanze comunicanti con altri letti. uomini e donne dormono nelle stesse stanze, e infatti io ho conosciuto il mio vicino Loki, un ragazzo australiano.
e poi il bagno, enorme. solo per la doccia un lavandino e lo scaldabagno più grande che abbia mai visto.
una doccia calda e per recuperare tempo siamo andate a visitare il tempio.
il Golden Temple dei Sikh, quello più importante per i fedeli di questa religione e meta di pellegrini da tutto il mondo.
dopo aver lasciato le scarpe nella scarpiera del mondo abbiamo iniziato il corridoio all’aperto che porta al tempio. un canaletto permette di lavarsi i piedi prima di entrare.

la prima sensazione è quella di trovarsi all’interno di una moschea.
la struttura bianca con i portici ai lati
la gente che, in fila per entrare al tempio, segue la voce che canta e prega al microfono.
il tutto molto suggestivo e ricco di spiritualità.

all’interno del tempio i sacerdoti dispongono i fiori offerti dai fedeli e a turno leggono preghiere da un libro enorme, quello originale. e alla fine del percorso si arriva a un punto in cui a tutti i fedeli è permesso prendere acqua sacra dalla piscina di nettare che sta al centro del porticato, in altri punti invece è permesso farvi il bagno. ma, credo solo gli uomini..perlomeno questo è quello che ho visto.
non sono molto informata su questa religione. quel poco che sapevo prima di entrare al tempio è che gli uomini sikh si riconoscono perché portano addosso i simboli delle “cinque K” e professano l’uguaglianza di tutti gli uomini. a ragione di questo l’ospitalità per i pellegrini e i pasti.
oltre che dai Sikh il tempio e abitato dai volontari che contribuiscono a preparare i pasti.
nella parte esterna della mensa si vedono decine di persone divise per gruppi sedute in cerchio a tagliare cipolle patate e aglio
e in un’altra zona decine di lavandini per il lavaggio delle stoviglie, sempre lavoro dei volontari.

se avremo tempo mi piacerebbe spendere un po’ di tempo lì!

come tante, la religione in sé sembra essere interessante e giusta. ma nel tempio, come in tutti i luoghi di culto in cui sono stata finora si fanno le offerte. perché si arriva sempre, in un modo o nell’altro, ai soldi?

dopo la visita siamo andate a mangiare..ci si mette in coda per prendere piatto posate, qui il riso non si mangia con le mani, e scodella per l’acqua (che io ho usato per lavarmi le mani dopo aver mangiato il thali) e si segue la coda fino ad uno stanzone dove ci si siede uno di fronte all’altro; i volontari passano con i contenitori di riso chapatti e curry e servono i fedeli. passano più volte per il bis e tris.
come sempre abbiamo attirato l’attenzione e qualcuno si è avvicinato a chiederci da dove venissimo, ma nel massimo rispetto.
come sempre accade quando ci mettiamo davanti al pc, si è fatto tardi e quando siamo arrivate in camera tutti già dormivano.
la sveglia è stata piuttosto originale: alle nove e mezzo uomini e donne sono entrati per fare le pulizie…si proprio quelle!! pensavo fosse l’alba ma Loki mi ha informata sull’orario..
abbiamo iniziato a chiacchierare, da buoni vicini (!) e ha deciso di seguire me e L. nel nostro programma per la giornata: tempio indù, particolare perché vi si recano a pregare le donne che desiderano avere i figli e cambio della guardia.
abbiamo deciso di avventurarci per la città a piedi, mai l’avessimo fatto, dopo una consistente colazione..e, dopo essere uscita dal raggio di un chilometro ( indovinando a caso quando ) ho finalmente potuto dare aria ai miei polmoni.

(ah si, ho dimenticato di scriverlo, poiché i Sikh sono estremamente contrari a fumo e alcol, questi non sono permessi nel raggio di un chilometro dal tempio, non il posto migliore per fumatori).

ho trovato il tempio originale rispetto agli altri che ho visto. un percorso obbligato ti porta sotto e sopra avanti e indietro all’aperto e al chiuso, in stanze decorate con specchi colorati a formare grandi disegni, in mezzo all’acqua.
anche qui il pasto offerto ai pellegrini, ci hanno quasi obbligato..nonostante nessuno di noi avesse fame. ma non ci siamo pentiti, un ottimo kesari ha concluso il nostro pasto.

il rientro è stato più comodo, sul sedile posteriore di un rickshaw. abbiamo prenotato il taxi per andare a vedere il cambio della guardia al confine con il Pakistan.
ci avevano detto che era divertente ma..meglio non fidarsi troppo..mai vista manifestazione più ridicola.
credo che si prendano in giro a vicenda e vinca lo stato con il pubblico più chiassoso.
non vale assolutamente le ottanta rupie pagate per il taxi, ne tanto meno il fatto di dover lasciare le borse nel taxi, visto che al confine non sono permesse.
ma se non altro abbiamo passato un’oretta schiacciati a chiacchierare durante il tragitto; io e un americano davanti in un unico sedile, L. Loki due israeliani e due indiani dietro.
delusi siamo tornati al campo base dove io e L. abbiamo preparato le ultime cose e salutato Loki prima di andare alla stazione e prendere il nostro treno di rientro per Delhi.

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